Il Tirreno

Livorno

il presidente dei revisori all’attacco

Caso Aamps, Carpano: cda eterodiretto, non ha neanche guardato le carte

di Giulio Corsi
Caso Aamps, Carpano: cda eterodiretto, non ha neanche guardato le carte

Livorno, il presidente del collegio sindacale: sono contento per i dipendenti che attendevano di essere stabilizzati

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LIVORNO. «Sono contento per i dipendenti che attendevano di essere stabilizzati, tra loro ho anche alcuni amici. Ma la decisione del cda di lunedì ci dice chiaramente che non stiamo andando nella direzione giusta per l’azienda. E’ stato deliberato un atto senza che i nuovi amministratori abbiano minimamente cognizione di quelli che sono i problemi principali di Aamps». Francesco Carpano, presidente del collegio sindacale di via dell’Artigianato, contesta duramente la prima decisione presa dalla nuova governance guidata da Federico Castelnuovo.

Ma si spinge oltre - c osa che ormai capita spesso - disapprovando non solo le stabilizzazioni - «contradditorie rispetto allo stato di salute di Aamps e alla scelta del concordato» -, ma anche il modo di muoversi del nuovo cda. Che a suo avviso - lo dice chiaramente - dà l’impressione di essere eterodiretto.

«Noto un atteggiamento che non rientra nei normali canoni amministrativi - afferma Carpano -, qualsiasi amministratore che si insedi per la prima volta in un’azienda, si siede a un tavolo, legge, vede, studia, capisce le priorità. Se così fosse successo, sarebbe stata fatta intanto una proroga per i contratti in scadenza dei precari e sarebbero stati affrontati nel primo cda i problemi impellenti di Aamps, dalla questione Rari ai pagamenti, dall’insolvenza ai rapporti col Comune e a come il socio ci metterà a disposizione i soldi che ci deve. Tutte questioni scottanti per un’azienda insolvente. E invece cosa hanno fatto? L’unica cosa che poteva essere posticipata senza creare pregiudizio a nessuno. E’ un segnale negativo, una chiara eterodirezione che non è da sottovalutare». Poi Carpano entra nel merito delle stabilizzazioni e spiega che i motivi per non assumere sono addirittura aumentati. «Le ragioni della nostra diffida rimangono tutte - spiega -. Anzi allora non avevamo conoscenza di un parere legale assunto da Aamps sulle stabilizzazioni. Stavolta ne abbiamo avuto contezza e lo abbiamo inviato al cda, ma quelli neanche l’hanno letto. Al di là del concordato, quel parere legale richiesto dall’azienda solleva risvolti importanti che potrebbero avere ricadute dal punto di vista delle legittimità delle assunzioni del blocco dei 33 lavoratori. Era un tema che necessitava un approfondimento e invece non è stato neanche considerato. Purtroppo questo modo di agire, diretto dall’esterno, mette in dubbio la corretta gestione dell’azienda e mi costringe a rientrare in campo».

In che modo? «Quest’atto ha tutta la sembianza di non rispettare i canoni della corretta amministrazione e io devo intervenire con le autorità competenti».

La partita si è fatta così delicata che il collegio sindacale negli ultimi giorni ha deciso di farsi assistere da propri legali. «E’ necessario -racconta -. Io scrivo, relaziono, documento. Poi vediamo che cosa accadrà». Carpano non lo dice, ma è chiaro che le carte potrebbero finire in tribunale.

«Il nuovo cda ha già dato un chiaro segnale di fregarsene di quel che è stato detto prima, dei pareri dei legali chiamati da Aamps, degli atti di Iacomelli. Manderò, per quanto di loro competenza, documenti anche ai revisori del Comune: se hanno obblighi dovranno metterli in pratica, perché il problema non è solo di Aamps. Prendete ciò che è successo nell’assemblea del 22 gennaio in Comune: è stata data una delega ad un avvocato mentre al tavolo era presente chi l’ha delegato. Sto parlando del sindaco che ha delegato l’avvocato Lanzalone pur essendo presente all’assemblea: qualcuno dirà se le cose sono state fatte per bene o no».

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