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Rigassificatore, a Rosignano coro di no

Rigassificatore, a Rosignano coro di no

Partecipata commissione con i manager di Edison. Pd, Sul e 5 Stelle: progetto da rispedire al mittente

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ROSIGNANO. Elio Ruggeri, manager di Edison, ha un compito improbo. Presentare un progetto che a Rosignano in pochi giorni ha raccolto, a parte rarissime eccezioni, solo schiaffoni. Ma quando dice che la variante presentata al Ministero o esiste senza etilene, o non esiste, una larga fetta dei consiglieri delle due commissioni riunite (presiedute da Gaia Vivaldi e Niccolò Bagnoli) esplode: a queste condizioni il Progetto Rosignano non può esistere.

Chi pensava che il Pd fosse il più morbido, nella linea del no, si sbagliava. È bastato ascoltare le parole di Luca Agostini, capogruppo, che ha rotto il ghiaccio: «Questo è un progetto che va rispedito al mittente», ha detto rivolgendosi al banco occupato dalla presidente del consiglio Giovani, dal sindaco Franchi, da Stefano Piccoli di Solvay e da Elio Ruggeri di Edison. Si becca perfino l'applauso di qualcuno del comitato No Rigassificatore che se ne sta in platea.

Contesta, Agostini, la valenza commerciale della variante, le ricadute (giudicate «scarse e comunque sovrastimate») per l'occupazione, mette in guardia dai rischi di un «carico navale eccessivo» con delle «bombe viaggianti sul mare». E chiude con un auspicio politico: «Credo che questo progetto debba ripercorrere la strada della Via». Non meno netto è il no al rigassificatore che a Rosignano arriva dai banchi del centrosinistra.

Silvia Gesess (Sul) avverte: «È al piano energetico nazionale che dobbiamo guardare, ad una strategia del governo sbagliata. Questo è il governo dei rigassificatori e delle trivelle». Poi comincia il fuoco incrociato di domande all'indirizzo dei rappresentanti di Edison: «Condotte interrate, passeranno sotto il Fine nell'area dei lavori per la messa in sicurezza. Ma che sicurezza c'è?». E sul traffico, oltre alle navi: «20 camion al giorno avanti e indietro, vi rendete conto?». Il movimento marittimo, poi: «Come si concilia con la nostra scelta di investire nei porti di Cecina e Rosignano?». Risponderà Ruggeri: «Condotte sicure e sicure anche le trivellazioni orizzontali nell'area del Fine». Fa notare che Edison è pronta a «finanziare i restanti 3 lotti di messa in sicurezza del torrente».

Mario Settino (5 Stelle) avverte che in futuro è previsto anche «un trasporto su rotaia del gnl» e dunque un aggravio dei rischi. Poi legge alcune domande dei cittadini in sala: «Cosa succede se esplode un bombolone? C'è un piano di emergenza». Ruggeri risponde ai consiglieri. A partire dallo spostamento che non è più previsto. «Non c'è intenzione di farlo, afferisce ad un altro businness», spiega. Per arrivare al problema sicurezza: «Sono previste 30 bettoline in più alle 100 metaniere all'anno, su un pontile che verrà allungato di 430 metri». Sulla nuova Via, «è in corso una procedura tecnica, qualora si stabilisca che è necessaria una nuova Via prepareremo la documentazione». Il resto del lungo dibattito lascia aperti molti punti interrogativi con una maggioranza di no alla variante.(a.r.)

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