Il Tirreno

Livorno

Addio ad Antonio, un ragazzo speciale

di Alfredo Faetti
Addio ad Antonio, un ragazzo speciale

Centinaia di persone al funerale del 37enne morto intossicato in un incendio a casa sua. Il fratello: sorrido anche per lui

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LIVORNO. Sotto ai rami scuri dei pini invernali ci sono centinaia di persone. Il più vecchio avrà circa ottant’anni, il più giovane sedici. Gente che nasconde la propria espressione di dolore dietro agli occhiali da sole, oppure sotto ad una papalina o al cappuccio della felpa. Ci sono molti proprietari di locali livornesi, i ragazzi dell’Etruschi Football, i clienti di una vita. Tatuaggi, abiti colorati e completi scuri, look e stili diversi tra loro. Non c’è nulla di banale all’ombra dei pini invernali, perché non c’era nulla di banale nella vita di Antonio Frassinetti, bruscamente interrotta a 37 anni da un incendio che lo ha intossicato nel suo appartamento. «Eri un ragazzo speciale» dice un’amica fuori dalla camera mortuaria, dove ieri mattina è stato celebrato il funerale del ristoratore.

«Amo la mia Livorno per le persone che danno il meglio di sé per come possono, com’era Antonio, dimostrando quanto sia importante amare, dare fratellanza, amicizia e sostegno» dice un’altra amica. Sono passati tre giorni da quel mercoledì mattina in via Fagiuoli: decine di amici si ritrovarono sconvolti fuori dal fondo riadattato ad appartamento in cui è stato ritrovato il corpo di Antonio senza vita. Tre giorni di un dolore che ancora non svanisce.

Già prima dell’inizio del funerale, fuori dall’obitorio c’è una piccola folla che riempie il cortile. In molti arrivano con l’aria triste, entrando nella camera mortuaria ed escono in lacrime. L’unica roccia che trovano a cui aggrapparsi è Gabriele, il fratello di Antonio, l’altro gemello del ristorante I Pionieri. Lui ha gli occhi stravolti e il sorriso sulle labbra: abbraccia tutti, dispensa parole di conforto.

È Gabriele a confortare parenti e amici. «Sono fatto così - dice - Cerco di tirar su le persone e sorrido. Lo faccio anche per Antonio». Ha la faccia di chi non dorme da diverse notti, ma ha la forza di farsi carico dell’intera folla: uno alla volta, ringrazia le centinaia di presenti arrivati per l’ultimo saluto a suo fratello. Poco distante c’è Dario, tatuatore, considerato il «terzo fratello» con Antonio e Gabriele, e c’è la madre dei gemelli, Anna. Parla poco, al massimo sussurra alle amiche che la stringono in un abbraccio. «Era un ragazzo buono» dice con un filo di voce.

I ricordi si rincorrono fuori dalla camera mortuaria. «Lo ricorderemo con il sorriso che ha sempre avuto - dicono due ragazzi - Non è un addio, perché Antonio resterà sempre dentro di noi».

Lo sguardo torna su Gabriele. «Sei una roccia» gli dicono gli amici, riprendendo il soprannome che in molti hanno attribuito anche ad Antonio. «Vi ringrazio di tutti - dice Gabriele - È stato bello vedervi: Anto’ avrà sicuramente sentito il vostro affetto». «Era speciale» ripetono gli amici.

Nel groviglio di emozioni che si annidano sotto ai pini, però, è arrivato davvero il momento dell’ultimo saluto. Poco dopo le 10 il feretro del 37enne viene chiuso e in molti si allontanano dalla camera. «Non voglio vedere» dice una donna coprendosi gli occhi con le mani.

Il carro funebre prende la via dell’uscita, seguito da un lungo e silenzioso corteo con in testa il padre e la madre di Antonio. Gabriele e Dario, invece, restano dietro.

«Ciao Antonio» dice una ragazza al passaggio del carro funebre, mandando un bacio da sotto i pini invernali.

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