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Annunciata per stasera la riforma Delrio
Per la seduta del consiglio dei ministri di stasera è annunciato l’esame di quella parte della riforma dei porti che è all’interno di un decreto attuativo della riforma della pubblica amministrazione....
Per la seduta del consiglio dei ministri di stasera è annunciato l’esame di quella parte della riforma dei porti che è all’interno di un decreto attuativo della riforma della pubblica amministrazione. È già da luglio che la riforma viene data per imminente: ma in quel momento il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio (foto) è riuscito a far passare solo un documento che ha dato la cornice strategica (sfilando in extremis il capoverso dedicato alla nuova mappa della portualità).
Lo scontro sulle fusioni ha preso man mano corpo. Nei nuovi equilibri fra governo e territorio si è badato, da un lato, a centralizzare a Roma molte decisioni soprattutto sugli investimenti (dato che finora ogni porto aveva pensato solo a sé stesso) e, dall’altro, si è pensato di azzerare l’autonomia di ogni porto salvo quello che accorpa le altre Autorità Portuali. Inutile dire che chiunque cerchi di respingere anche la sola idea di essere accorpato.
C’è stato in autunno un lungo valzer sul numero delle Autorità Portuali: dietro le quinte lo scontro fra l’entourage del premier (che spingeva per una forte centralizzazione) e il ministro Delrio (che mediava con una soluzione intermedia rispetto alle 24 istituzioni esistenti). Alla fine, le indiscrezioni dicono che le nuove Authority di Sistema non saranno 14, numero massimo fissato nel piano di luglio, bensì 15: i porti selezionati dall’Europa più, a meno di sorprese in extremis, Civita- vecchia (tutelatissimo dalla politica romana di qualsiasi colore, come abbiamo sempre sottolineato mettendo in guardia Livorno dal rischio di accorpamento con lo scalo laziale inizialmente immaginato).
Ma non bolle in pentola solo questo. C’è da capire l’effetto – minimizzato dal governo – che la sentenza della Corte Costituzionale avrà sulla riforma: la Consulta aveva impallinato il governo ricordando che i porti sono “materia concorrente” e Roma non può decidere senza coinvolgere le Regioni. Proprio su quest’argomento è convocata il 26 gennaio la Conferenza Stato-Regioni: quale sarà il punto di equilibrio, ad esempio sull’iter di nomina del presidente? Non dimentichiamo che due Regioni-chiave come il Veneto e soprattutto la Liguria sono in mano al centrodestra, che non ha occasione migliore per farsi sentire di fronte a Renzi.
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