Italia
L’ultimo abbraccio al nostro Vinicio
Una folla di amici al cimitero della Misericordia per l’addio a Saltini, a lungo al Tirreno come responsabile dello sport
LIVORNO. L’ultimo abbraccio a Vinicio Saltini, giornalista che al Tirreno ha guidato per tanti anni le pagine dello sport, gliel’ha dato una folla di amici e parenti:si sono stretti attorno alla bara di legno chiaro nella camera ardente del nuovo cimitero della Misericordia, come se fosse possibile far sentire a Vinicio l’eco di quello stadio amaranto che è lì a un tiro di sasso, neanche un chilometro in linea d’aria.
C’era il “suo” mondo ad accompagnarlo nel giorno dell’addio e a stringersi attorno alla famiglia e al nostro collega Francesco, che ha seguito le orme professionali del padre ma in Veneto: c’erano sportivi del basket come Forti, c’erano vecchie glorie amaranto come Bruschini, c’erano tanti dei giornalisti che hanno diviso con lui speranze e disillusioni, gioie e dolori, fatiche e soddisfazioni.
C’era soprattutto chi lo ha conosciuto durante il suo percorso di vita: di persona, perché Vinicio era schietto e diretto nel rapporto umano, in modo così livornese; attraverso gli articoli, perché Saltini – anzi, “Visal” (che era il suo “marchio di fabbrica”) – ha raccontato a generazioni di livornesi (e di toscani) lo sport attraverso le grandi gesta dei campionissimi così come nella cronaca minuta degli atleti meno famosi eppure in grado di appassionare schiere di sportivi. Soprattutto a Livorno, una città che per tanti anni ha masticato insieme ai propri giocatori la polvere dei campetti delle serie minori sognando il riscatto, la rinascita. Ha raccontato non solo lo sport: anche la musica leggera, le grandi manifestazioni canore. Sempre, inutile dirlo, con quella schiettezza, con quella passione e con quella generosità che ne erano il tratto spontaneo in grado di contraddistinguerlo.
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