Ma questo Pd non ha un progetto
Il commento del direttore Omar Monestier
Parla Caruso, il capogruppo, bastano pochi minuti. Parla Ruggeri, ex candidato sindaco, ex consigliere regionale, ex capogruppo: di minuti ne servono molti di più. Parla De Filicaia, ex segretario cittadino, e pare che superi -in minuti- persino Ruggeri. Gli ex occupano la scena, mortificando la figura del nuovo capogruppo il quale, succube dei due colossi, non capisce che la sua credibilità si spenge pian piano in questa conferenza stampa, in cui il Passato esibisce potenza e il Nuovo mostra debolezza (con Lorenzo Bacci che assiste, impotente).
Caro Ruggeri, non c’è nulla di personale fra noi e lei. Non c’è nulla neppure nella piattaforma del gruppo degli ex. Elencare le magagne di Nogarin è una proposta politica mediocre. Come se la cava Nogarin lo vediamo tutti. È quel che farà il Pd che ci dovete spiegare. Ci dovete dire, a noi che viviamo e votiamo a Livorno, dove volete condurre la città e il partito. In cosa siete alternativi a Nogarin. Come pensate di riunire le opposizioni per far eleggere il presidente del Consiglio comunale e sfilarlo ai 5s. Una idea che parli di futuro, non la solita livorosa analisi del passato. S’è capito che il Pd ha perso le elezioni e che la botta è stata pesante, ma pensare di farla espiare proprio al Pd, impallinandolo ogni giorno, a cosa serve? Il gioco è frustrante: raccontare che si sta tutti insieme e negare fino alla spasmo che il partito è spaccato in tre aree inconciliabili. Perché a una conferenza stampa del Pd c’è una così plateale confusione di leadership? Possibile che Caruso non capisca che così è confinato nel ruolo di ostaggio perenne? E Marida Bolognesi quanti figli ammazzerà prima di accettare l’idea che gli eredi vanno svezzati, cresciuti e poi lasciati liberi di uccidere (politicamente parlando) i genitori?
Marco Ruggeri, poi, non riesce a calarsi per davvero nel ruolo che gli spetta, l’unico cui può aspirare oggi: il bravo condottiero che ha perso la battaglia finale e che attende, serenamente, di essere richiamato alle armi. Non ho mai visto un generale deposto continuare a dare ordini a un terzo del suo ex esercito, confondendo così le truppe guidate da un altro. (om)
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