Teschi e ossa ritrovate tra i rifiuti
La macabra scoperta alla Lonzi Metalli in un carico dell’Aamps. L’ipotesi è che sia materiale medico
LIVORNO. Sembra una giornata come tante alla discarica. Furgoni carichi di rifiuti che vanno e vengono, montagne di materiali d'ogni tipo da separare e smaltire. Poco dopo pranzo però un dipendente nota una strana sfera biancastra rotolare giù da un carico di legname da smaltire. È un teschio, una testa umana. Ne salterà fuori anche un altro, insieme ad un femore e altre ossa. I dipendenti si guardano negli occhi sbalorditi, mentre i responsabili della ditta lì accanto chiamano la polizia. Inizia così uno studio preliminare su questi resti umani, che porterà a pensare che siano stati gettati da qualcuno legato alle scuole di medicina, dato che uno dei crani porta una segatura precisa e pulita all’altezza di una mandibola.
Ma ad ora tutte le ipotesi sono aperte: le ossa sono state portate in laboratorio dalla scientifica per delle analisi approfondite, mentre questa mattina gli agenti andranno nella sede Aamps per visionare sia le ecocarte di accesso alla stazione ecologica del Picchianti, da dove è partito il carico in questione, e i filmati delle telecamere di video sorveglianza che circondano la stazione stessa, così da capire come abbiano fatto quelle ossa a finire in discarica.
Un fatto abbastanza certo infatti c’è: i resti umani sono stati gettati con noncuranza nel cassone per lo smaltimento del legname del Picchianti, anziché seguire le normali procedure previste in questo caso. La prima impressione avuta dagli investigatori è che si tratti di ossa datate, vecchie, saltate fuori da chissà dove. Potrebbero essere resti dissotterrati da un qualche cimitero e gettati nel cassone livornese; oppure (ed è questa l’ipotesi più probabile al momento in assenza di analisi precise), che siano ossa usate da un qualche docente o studente di medicina, dati i tagli ben calibrati che segnano uno dei teschi. Serviranno i risultati del laboratorio per avere qualche certezza in più, insieme ai video che saranno visionati stamani.
Entrambe le aziende coinvolte, la Lonzi Metalli e l’Aamps, hanno dato la loro massima collaborazione alle autorità. Il viaggio di questi resti inizia nel cassone dove viene raccolto il legname da smaltire, ritirato ieri pomeriggio da un furgone dell’Aamps e trasportato alla Lonzi. La procedura in discarica è chiara a questo punto: il materiale, prima di essere smaltito, viene sottoposto ad un controllo visivo per assicurarsi che non venga mescolato con delle tipologie differenti. Così i dipendenti, tra mobili scheggiati, travi spezzate e cornici rotte, saltano fuori i teschi e le ossa.
Il cassone viene quindi fermato in attesa dell’arrivo della polizia, che una volta sul posto prenderanno in carico questi resti umani, posizionandoli in una cassa gialla spedita poi in laboratorio. E se la scientifica si occupa di questo aspetto, gli investigatori frugano nel cassone per capire se ci sono altre scoperte macabre da fare. Ma le sorprese sono finite e l’attività della discarica può ripartire, mentre resta il mistero attorno a quei due teschi saltati fuori all’improvviso.
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