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Livorno

Gli ex M5S: non vi sosterremo più

Gli ex M5S: non vi sosterremo più

Mazzacca in aula mostra il Maalox e Grillotti avverte: non faremo da stampella

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LIVORNO. Quasi un mese fa, quando stava per essere espulso dal Movimento, Giuseppe Grillotti non risparmiò le critiche nei confronti del sindaco: al microfono disse addirittura, gelando il consiglio, che se fosse potuto tornare indietro lo avrebbe «evitato come la peste». In quell’occasione l’ormai ex consigliere M5S mise però anche in chiaro che, «per senso di responsabilità», avrebbe fatto «il possibile per non far cadere il Comune, votando i provvedimenti in linea con i principi del M5S». «Continuerò a sostenerla – disse al sindaco – semplicemente perché l'alternativa sarebbe il Pd, che ha distrutto questa città».

Ieri, però, lo scenario è cambiato. Livorno libera, il gruppo nato dall’espulsione di tre consiglieri dal M5S, ha fatto capire a chiare lettere che quella stampella in extremis non c’è più. Insomma, per stare a galla in caso di emergenza, l’amministrazione non potrà contare sul sostegno incondizionato di Sandra Pecoretti, Alessandro Mazzacca (ieri in consiglio con una scatola di Maalox sul banco) e Giuseppe Grillotti.

È lo stesso Grillotti a dirlo al microfono. «Prendo atto – premette della volontà espressa dal sindaco di allargare la maggioranza. Colgo l’occasione per complimentarmi con chi, non attratto dalle sirene, ha ritenuto di conservare la propria dignità politica e personale e faccio i miei auguri a chi diventerà presidente del consiglio, perché ne avrà bisogno». Detto questo: «Non posso non domanarmi se non sia in atto una trasformazione all’interno dello stesso Movimento, perché il M5S che conoscevo era contrario ad accordi e accordicchi con le altre forze politiche». «Signor sindaco – dice subito dopo Grillotti – le avevamo teso una mano dicendole che in caso di difficoltà non le avremmo fatto mancare il nostro appoggio, ma evidentemente – è la sua versione – la paura di perdere il posto ha prevalso sul buon senso: ne prendiamo atto e ritiriamo l’offerta. Ci limiteremo a votare gli atti che riterremo più opportuni, quelli in linea con il programma che abbiamo condiviso e con i principi del Movimento, ma non la sosterremo più in caso di bisogno, perché non vediamo differenza tra questo modo di fare politica e quello di chi l’ha preceduta».

Il passaggio ad Aamps è breve, Grillotti torna a criticare le scelte dell’amministrazione e cita anche le dimissioni dal cda di Francesca Zanghi. «Vedi Aamps e poi muori, verrebbe da dire...».

La conclusione è anche più dura: «Livorno oggi non ha bisogno di smarcarsi dalle casacche, ha bisogno di smarcarsi da lei», dice al sindaco. Nogarin lo guarda fisso, non replica e risponde con un sorriso ironico.

(j.g.)

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