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Ha telefonato ai carabinieri e si è finto testimone
Gli investigatori sono riusciti a risalire a lui grazie alla telefonata con cui è stato dato l’allarme. Una reazione a caldo. La sua speranza era quella di garantire il soccorso all’anziano e di...
Gli investigatori sono riusciti a risalire a lui grazie alla telefonata con cui è stato dato l’allarme. Una reazione a caldo. La sua speranza era quella di garantire il soccorso all’anziano e di farla franca allo stesso tempo. «Ho visto l’auto fuggire» ha detto il 23enne livornese arrestato per la morte di Alessio Pianezzoli, senza lasciare nominativi. La stessa versione raccontata in caserma dopo che i carabinieri hanno rintracciato la chiamata e sono andati a bussargli a casa, per chiedere spiegazioni.
Manuele Danti, di fronte ai militari, ha ribadito la sua storia, ma nel suo racconto con il passare del tempo sono emerse delle contraddizioni: le stesse che hanno convinto gli investigatori ad insistere, convinti che il ragazzo non stesse raccontando la verità. E infatti alla fine il ragazzo ha ceduto. Sì, sono stato io» ha ammesso. Ha spiegato di non aver visto l’anziano attraversare la strada a causa della pioggia e di essersi spaventato in un primo momento, scosso anche lui per la tragedia che si era appena consumata.
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