Assalto col piede di porco Auto nel mirino dei vandali
Raid nella notte in Venezia, caccia ai responsabili con i video della sorveglianza Sotto tiro anche attività commerciali, cassonetti, barche, scuole e sedi sportive
LIVORNO. Quel parasole dorato al posto del finestrino è l’ultimo segno di un’orda che non sembra passare. Né in Venezia, né negli altri quartieri della città, dove ormai la gente si sveglia la mattina sperando che i vandali abbiano colpito qualcun altro durante la notte. Le ultime vittime sono state i proprietari di tre auto parcheggiate lungo i Fossi a due passi dal tribunale penale, in via Ganucci, semidistrutte probabilmente con un piede di porco.
Ma basta tornare indietro di sole 24 ore, alla notte di San Silvestro, per trovare vetrine fatte a pezzi, cestini divelti e cassonetti ridotti in macerie. Il confine tra furto e semplice follia distruttiva è sottile. A niente è servito l’appello lanciato dell’assessore Alessandro Aurigi a fine luglio. Anzi, stando alle denunce e alle segnalazioni arrivate nei cinque mesi successivi alle forze dell’ordine, il trend sembra non conoscere cali.
In Venezia
Ieri mattina la sveglia amara è toccata ai residenti della Venezia, che già nel recentissimo passato hanno assaggiato il morso dei vandali. Per quanto hanno potuto ricostruire gli uomini della polizia giudiziaria a cui si sono rivolti i tre proprietari delle auto danneggiate, i malviventi hanno distrutto i finestrini con un piede di porco per poi allungare il braccio dentro l’abitacolo e rovistare in cerca di qualcosa da rubare: ma stando alle denunce, niente è stato portato via dall’interno delle macchine. Resta il danno e una speranza per i tre proprietari: le telecamere di video sorveglianza installate lungo il perimetro esterno del tribunale, dato che alcune sono puntate proprio sulla strada che costeggia i Fossi. Gli agenti della giudiziaria cercheranno quindi di risalire ai responsabili attraverso dalle immagini registrate, vista la possibilità concreta che i vandali siano passati da quella strada a piedi, inconsapevoli dell’occhio elettronico.
Ma la Venezia ha già conosciuto risvegli di questo tipo. Alla fine dell’ottobre scorso, dopo un sabato sera di movida sfrenata, furono danneggiate diverse auto, mentre l’atrio di un palazzo venne completamente distrutto: per quella notte sono state aperte due inchieste distinte, una della polizia e una dalla municipale, per ritrovare quei ragazzi ritenuti responsabili del raid.
I danni di San Silvestro
Dalle tre auto distrutte lungo i Fossi e le vetrine ridotte in schegge all’arrivo del 2016 non sono passate neanche ventiquattro ore. Claudio Gerardi, titolare della giostra baby in viale Italia, ieri doveva ancora quantificare con precisione il danno che i vandali hanno portato alla baracchina. Stando al suo racconto, parliamo di centinaia di euro.
Più o meno la stessa cifra che dovrà spendere il proprietario della pizzeria Costalli di via Strozzi (sempre quartiere Venezia), dove nella notte a cavallo tra i due anni un ladro piuttosto maldestro ha sfondato la vetrina con l’obiettivo di portarsi via la cassa con l’incasso: però si è sbagliato e anziché la cassa ha rubato una bilancia, per poi lasciarla lungo la strada non appena si è accorto dell’errore.
Anche al bar Minerva di via Pieroni la notte della vigilia di Natale hanno distrutto la vetrina per portar via poco o niente. E in ottobre al Carolina Café di via Cairoli i ladri vandali avevano sfondato la vetrina due in 7 giorni.
Cassonetti incendiati
Rimanendo alla notte di Capodanno, la lista dei danni legati ad atti vandalici si allunga drasticamente se aggiungiamo i cassonetti dati alle fiamme o divelti nel corso dei festeggiamenti. Un fenomeno, questo, che non solo vede una conferma rispetto agli anni passati, in cui le cose non sono andate certo meglio, ma che investe tutta quanta la città. Lo spiega chiaramente l’Aamps, che dopo un’intera giornata di lavoro per ripulire tutti i quartieri ha contato qualche decina di cestini dati alle fiamme (soprattutto in centro e nella zona nord). Ma non serve San Silvestro per veder cestini e cassonetti rovinati, dato che nel corso di tutto il 2015 il Comune si è trovato costretto a sostituirne diversi, dopo che i precedenti erano stati rovinati.
Attacco a barche e scuole
La follia vandalica degli ultimi mesi non ha risparmiato né le scuole né le barche. Ad esempio, all’inizio di dicembre un gruppo di giovani ha fatto irruzione durante il fine settimana nelle aule delle medie di via degli Archi, dando libero sfogo alla propria fantasia distruttiva.
Un paio di settimane prima, un altro gruppo di ignoti è entrato nella scuola Santa Teresa del bambino Gesù in via Sgarallino, dove tutte le stanze furono messe a soqquadro e dalla segreteria furono rubati 120 euro. Una somma che neanche si avvicina alle spese sostenute dall’istituto per rimettere in ordine la scuola.
All’inizio della settimana scorsa era stata la volta delle barche del circolo Il Passatempo: i proprietari hanno detto chiaro e tondo che sono stufi di subire furti e vandalismi: più che il valore degli oggetti rubati, il problema sta nei danni causati da questi ladri-vandali.
Il biglietto beffa
Come ultimo e recente episodio, vale la pena ricordare il raid di metà dicembre con cui è stato letteralmente distrutto il centro sportivo della Portuale Guasticce: qua infatti i vandali hanno lasciato persino un biglietto con scritto «grazie del cibo e della bicicletta». Poche parole, ma ben esemplificative per capire che gli appelli alla tutela della cosa pubblica e privata finora sono caduti nel vuoto.
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