Il Tirreno

Livorno

«Con la denuncia alla finanza ritarderemo la gara»

di Giorgio Carlini
«Con la denuncia alla finanza ritarderemo la gara»

Nogarin e Lemmetti spiegano la mossa contro Retiambiente «Una società senza una sede è una follia, saremo parte civile»

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LIVORNO. Gianni Lemmetti parla di "clima surreale" e "riunione delle non risposte". Filippo Nogarin va oltre, definendo più di una volta l'incontro di lunedì a Pisa una "non assemblea" o "una farsa".

Il giorno dopo l'assemblea dei soci di RetiAmbiente, l'assessore al bilancio e il sindaco del Comune livornese confermano di aver presentato una querela alla Guardia di finanza, integrata dopo quella seduta che znon avrebbe dovuto tenersi e che invece si è svolta nella scia di un percorso basato sull'illegalità».

Da lunedì RetiAmbiente, società a maggioranza pubblica che in futuro dovrebbe diventare gestore unico del ciclo integrato dei rifiuti delle province di Livorno, Massa Carrara e Pisa, è passata da un capitale di 120mila euro a oltre 14 milioni, e ha visto la nomina di Marco Frey come amministratore unico. Ma Nogarin mette in dubbio l'esito dell'incontro: «Riteniamo che le delibere di lunedì non abbiano alcun valore. Lo abbiamo ribadito durante la non assemblea, in cui abbiamo espresso voto contrario non sui singoli quesiti, ma secondo la convinzione che la riunione non doveva tenersi, perché convocata violando molti articoli di legge e con una omissione di informativa sull'ordine del giorno e non solo». Perché, prosegue Nogarin, «in molte occasioni abbiamo mostrato perplessità e chiesto chiarimenti urgenti, nell'ambito di RetiAmbiente e di AtoCosta, percorsi di fatto fusi l'uno con l'altro. Ma dal luglio scorso Filippeschi si è rifiutato di rispondere, non mantenendo un impegno preso non in qualità di sindaco di Pisa, ma di presidente della conferenza dei sindaci».

Il primo cittadino respinge al mittente le accuse di "battaglia ideologica": «Filippeschi e Bacci non sanno di cosa parlano. Tant'è vero che ci sono altri sindaci che hanno mosso le nostre critiche, dopo aver analizzato quanto accaduto in Ato Sud, dove quella "panacea di tutti i mali" che ora vorrebbero realizzare qui si è già rivelata un fallimento, con conseguenze devastanti per la qualità del servizio e l'entità della tariffa: al posto dell'annunciato calo del 15%, questa è salita del 7.5% il primo anno e del 4% il secondo. E c'è stato il taglio di numerosi posti di lavoro. È normale quando subentra una logica privatistica e si cerca il profitto a danno dei cittadini». E ancora: «Molti sindaci vorrebbero uscire dal percorso, ma sono ingabbiati dalla normativa sottoscritta in fase di costituzione di Ato Sud, che impedisce ai cittadini di liberarsi del mostro creato a loro insaputa». Nogarin spiega di aver chiesto «un confronto con i sindaci di Ato Sud per verificare le criticità e non replicarle», ma «la cosa ha fatto molta paura a qualcuno, perché l'incontro è stato osteggiato e non è mai avvenuto».

Alla conferenza indetta a Palazzo civico c'è anche il consigliere regionale M5S Enrico Cantone, che torna sull'aumento di capitale: «Sapete da dove arrivano le risorse per quei 14 milioni? Dalle tasche dei cittadini. Le strutture, i mezzi o anche i semplici cassonetti sono risorse che passano al privato, ma a che titolo? E dietro quale compenso?».

«Il paradosso - chiosa Nogarin - è che da lunedì c'è una società che potenzialmente vale decine di milioni, ma non ha una sede. RetiAmbiente "fisicamente" non esiste. È una follia».

La querela, sporta contro l'amministratore unico Marco Frey e il collegio dei sindaci revisori, è «l'inizio di un percorso legale per smontare l'impianto nel rispetto della legge», e per Nogarin «avrà ripercussioni sulla gara di Ato Costa, che potrebbe subire notevoli ritardi». Di più: «Il Comune di Livorno si costituirà parte civile: chiederemo i danni per eventuali conseguenze future». «Stiamo facendo ulteriori indagini - annuncia infine Lemmetti - poi ci saranno sorprese anche al Tar».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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