Italia
Boxe in lutto, si è spento Piero Freschi
Figlio di uno dei fondatori del Partito comunista, negli anni Cinquanta era stato per due volte campione di pugilato. I funerali al cimitero dei Lupi
LIVORNO. Ha dato l’ultimo pugno cinque anni fa, prima della scomparsa della moglie Marida. Poi Piero Freschi, due volte campione italiano di boxe negli anni ’50, si è lasciato andare: troppo forte il dolore, per lui niente aveva più senso. E mercoledì mattina, all’età di 83 anni, è volato via. Lasciando 4 figli (Athos, Claudio, Iuri e Raul) e 9 nipoti, una famiglia numerosa che ora piange la sua morte. «Non stava benissimo – il ricordo di Raul – non mangiava e parlava poco, la scomparsa della nostra mamma lo aveva distrutto moralmente. Era una persona eccezionale, per lui contava soprattutto il rispetto. Io ho due figli e cerco di trasmetterli i suoi insegnamenti, anche se erano di un’altra epoca».
Figlio di Athos Freschi, tra i fondatori del Partito comunista italiano e grande uomo di sinistra, Piero era nato nel 1932. E la sua passione per il pugilato scoppiò presto, tanto che da ragazzino la sua seconda casa era la palestra.
Prima i successi in provincia, poi il grande exploit: nel ‘53 conquistò infatti l’oro italiano nella vecchia categoria dei pesi piuma, un anno dopo arrivò l’incredibile bis. Sì, due titoli nazionali di fila. Grande amico di Franco Nenci, di Piero Scardino e della famiglia Tassi, icone della nostra boxe, all’epoca Freschi contribuì a far crescere l’Accademia pugilistica livornese, società nata all’inizio degli anni ’30 e ancora attiva in città.
Lì dentro ha passato tutta la sua vita: allenatore, dirigente, magazziniere… Si occupava di tutto, dal ring agli spogliatoi.
«Era il suo passatempo preferito – aggiunge il figlio Raul – abbandonato però una quindicina di anni fa a causa di un’operazione al cuore. Questo episodio e la morte della moglie sono stati due colpi durissimi, due mazzate. E sì, si è proprio lasciato andare». Fino alle 12.20 di mercoledì, quando il suo cuore si è fermato. Giovedì 24 alle 16 ci saranno invece i funerali al cimitero dei Lupi. Per l’ultimo saluto al guerriero rosso, al pugile sconfitto solo dal dolore.
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