Il Tirreno

Livorno

«Via da Spil e Interporto» Costalli sbatte la porta

di Mauro Zucchelli

Parte la richiesta di liquidazione delle quote della società controllata dal Comune «Il futuro dell’infrastruttura di Guasticce? Diventare il “retro” delle banchine»

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LIVORNO. Avrebbero potuto annunciare l'uscita dalla Spil e dall'Interporto accampando una scusa che non è una scusa: i provvedimenti del governo hanno fatto a fette i bilanci, dunque noi Camera di Commercio non possiamo fare altro che racimolare qualche soldino là dov'è possibile. Invece no: Sergio Costalli, presidente dell'ente camerale, non ci sta a far finta di nulla e se possibile sbatte la porta ancor più forte.

Lo fa alla Spil (dove la Camera di Commercio ha il 6,4% che vale nominalmente 184mila euro ma, con un patrimonio sopra i trenta milioni, il prezzo l’ha fissato a 1,3 milioni): «Era la società che aveva la regia delle politiche di reindustrializzazione del nostro territorio, l'hanno fatta diventare una società solo immobiliare: a che serve? e a chi? A noi no». Lo ripete all'Interporto di Guasticce (dove la Camera di Commercio ha un 5,8% che vale 1,3 milioni di euro): «Nella seduta in cui è stato eletto il nuovo vertice siamo stati tagliati fuori da tutto e da tutti: come fossimo un ospite indesiderato o comunque a malapena tollerato. Togliamo il disturbo».

Non è una pura petizione di principio, e Costalli lo dice chiaro e tondo nella conferenza stampa di fine anno che stavolta si traduce in uno degli ultimi atti della storia della Camera di Commercio di Livorno lunga 214 anni visto che siamo in cammino per la fusione che in tandem con Grosseto creerà l’ente camerale “della Maremma e del Tirreno”. Costalli ha messo in vendita le quote Spil nel novembre dello scorso anno «ma ovviamente senza ricevere offerte». E allora? La «formale richiesta di liquidazione delle quote non ha avuto risposta», dunque – avverte Costalli – «saremo costretti ad attivarci dopo il 31 dicembre nei modi di legge». Tradotto: siccome l’intenzione di uscire dalla Spil riguarda anche il Comune di Collesalvetti (0,2%) e la Provincia di Livorno (1,5%), significa una ulteriore emorragia finanziaria.

E all’interporto? «Entro i tempi tecnici necessari, quindi a breve formalizzeremo anche la nostra quasi totale uscita». Quasi totale perché ci si vuol riservare «un diritto di tribuna assembleare a tutela delle imprese». Anche in questo caso o si trova un acquirente o per liquidare la quota dell’ente camerale si appesantirà la situazione finanziaria.

Costalli dice di aver in serbo un progetto per il futuro dell’Interporto ma vuole «parlarne prima con le istituzioni». Dice solo che tutto ruota attorno al farne davvero il “retro” del porto. La nuova iniezione di capitali dove cercarla: forse nell’Authority? E la nuova “mission”: forse nella zona franca ?

Ma, oltre a questa doppia partita su Spil e Interporto, l’incontro di fine anno offre il destro per una sottolineatura. Il riferimento è ai diritti camerali pagati dalle imprese: la riscossione arriva al 70% di quel che dovrebbe essere, a pagarlo sono sei imprese su dieci. Basti dire che, rispetto a un bilancio nell’ordine dei sei milioni di proventi correnti, i ruoli emessi da Equitalia dal 2001 al 2012 per diritti camerali non pagati sfiorano i 17 milioni di euro. Di questa cifra quanta se ne ottiene alla fine? «Attorno al 5%», rispondono dalla Camera di Commercio, «anche se a Equitalia bisogna versare il 9% anticipato».

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