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Abbonati per forza. E il recesso è una corsa a ostacoli
Vedemecum, i trucchi per conquistare clienti con i contratti porta a porta o al telefono
Dall’uso di notizie false per gettare discredito sulla società elettrica che ci fornisce l’energia alle firme “estorte” nei modi più diversi e fantasiosi. Dall’addebito dei costi per chi ci ripensa alle tattiche per nascondere il diritto stesso di recesso. Sono tanti i trucchi messi in piedi da alcuni promotori delle società del cosiddetto mercato libero dell’elettricità, al punto che l’Antitrust, cioè l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è dovuta intervenire e in modo anche assai pesante. Ed il ragionamento si può estendere anche al mondo delle telefonia il quale però predilige la promozione appunto di tipo telefonico: intendiamoci, ci sono anche altrettanti operatori che fanno il loro lavoro onestamente, ma dalle delibere emergono comunque le “strategie” più disinvolte per conquistare i clienti. Eccone quindi una rassegna.
L’IDENTITÀ FASULLA. Tra le tanti segnalazioni, c’è innanzitutto quella di coloro che sostengono di lavorare per conto della società a cui è legato l’interlocutore. Così vengono poi presentati contratti che promettono nuovi sconti, ma che in realtà vengono stipulati con aziende diverse.
LA CRISI FINTA. Alcuni agenti, sempre secondo l’Antitrust, iniziano la conversazione gettando discredito sulla società elettrica a cui il potenziale cliente è già legato, ad esempio sostenendo che è sul punto di fallire. Il fine è naturalmente quello di convincerlo a cambiare gestore.
LE AUTORITÀ FANTASMA. C’è chi si presenta alla porta sostenendo di far parte di una fantomatica “Autorità della corrente e della luce” per proporre contratti definiti più vantaggiosi, condizione che però è tutta da dimostrare.
LE FIRME TAROCCATE. Eccoci quindi ai moduli, cioè gli oggetti al centro del problema. Spesso, anzi troppo spesso vengono apposte firme fasulle che autorizzano il passaggio da una società all’altra. Anche quando vengono proposte telefonate di verifica per il nuovo contratto sono state rilevate una serie di irregolarità.
UN SÌ ANCHE DAI MORTI. Dai controlli effettuati, emerge anche un altro aspetto che ha dello sconcertante: sempre per quanto riguarda le firme, emerge che sono state apposte spesso da persone anziane, da disabili, ma perfino da individui gravemente ammalati (magari ricoverati in ospedale) e perfino deceduti da molti anni
DELEGATI PER FORZA. Ma la casistica, così come la fantasia, sembra davvero infinita. Dai documenti esaminati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, emerge anche la spregiudicatezza di agenti che non fanno firmare il contratto direttamente al titolare dell’utenza: il “piano” prevede infatti l’uso della moglie o del figlio, indicandoli poi come delegati a concludere l’intera operazione.
IL RECESSO IMPOSSIBILE. E veniamo al “dopo”, cioè al momento in cui il cambio è avvenuto, ma, dopo una riflessione più attenta, si decide di tornare al vecchio gestore. La risposta che arriva è tipica: «Guardi, mi dispiace, ma il tempo è scaduto». Come ricordiamo anche nella grafica e in altra parte della pagina, i giorni a disposizione sono 14, estendibili a 365, cioè un anno, nel caso in cui il venditore non abbia informato verbalmente e chiaramente il cliente di questo diritto.
RIPENSAMENTO A PAGAMENTO. Dopo essere stati costretti a cambiare fornitore, si chiede di tornare alla precedente società. Ebbene, in molti casi la nuova azienda permette l’uscita solo dietro l’addebito dei costi dell’operazione.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12667389:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/12/23/news/contratti-truffa-1.12667389]]LETTURE DA RECORD. Un sistema tanto semplice, quanto efficace per affibbiare nuovi contratti è quello che potrebbe essere considerato un po’ l’anello di congiunzione tra tutti i tipi di forniture. Citeremo il caso della telefonia perché, come si diceva prima, gli approcci dei venditori sono essenzialmente telefonici, ma stiamo parlando della proposta riassunta alla cornetta in modo sommario e della successiva lettura delle regole da approvare rispondendo mentre si viene registrati. Ci sono operatori che, in quanto a rapidità, farebbero impallidire anche un velocista olimpionico. Si scopre così che l’offerta magari è molto limitata nel tempo, o che contrariamente a quanto promesso nell’approccio si devono pagare penali al momento di un’eventuale uscita, oppure che a volte tutte quei minuti e quei messaggini gratuiti sono solo uno specchietto per le allodole.
ABBONATI A TRADIMENTO. Collegati al “traffico” dei contratti telefonici, ci sono inoltre i cosiddetti servizi “a valore aggiunto”: il consiglio è quello di chiamare il rispettivo operatore e bloccarli all’origine, tenendo presente che in questo modo non si possono avere ovviamente neanche i servizi che eventualmente ci potrebbero interessare. Comunque, se in bolletta troviamo dei costi non chiari è bene chiamare subito il gestore: nel caso venga rifiutato il rimborso, vale la minaccia di rivolgersi all’Agcom o all’Antitrust. E se questa strada non porta a niente, si può avviare una procedura di conciliazione presso il Corecom.
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