Rimprovera un gruppo di bulli, pensionato pestato
Livorno, quattro ragazzini stavano tirando sassi ai piccioni con una fionda in un parco molto frequentato. L'uomo protesta e viene aggredito: due minorenni presi da alcuni parà e cittadini, gli altri fuggono
LIVORNO. Lo hanno colpito con violenza alle spalle, dopo averlo insultato. E lo hanno fatto cadere a terra, mandandolo all’ospedale. Tutto per un semplice rimprovero, che è costato a un uomo di 65 anni contusioni ed escoriazioni. I quattro bulli che lo hanno picchiato, messi insieme, forse non fanno nemmeno l’età della vittima. Due di loro sono riusciti a scappare, altri due sono stati fermati e portati in Questura dalla polizia. Si tratta di un quattordicenne e di un quindicenne, uno italiano e uno romeno.
L’aggressione è scattata in piazza Magenta, poco prima di mezzogiorno di lunedì 21, all’altezza del quadrivio in cui si possono trovare una fontanella e un’area attrezzata appositamente per i cani. Un attacco alla luce del sole, sotto gli occhi delle numerose persone che stavano assistendo alla scena. E che sono rimaste senza parole viste le dinamiche e i motivi, a dir poco futili, che sembrano essere alla base dell’episodio.
Da una parte c’era un signore che era uscito di casa per portare a spasso il cane, come fa ogni giorno da anni. Un’abitudine uguale a quella di tanti livornesi, in uno dei posti più frequentati dai possessori di animali anche grazie alle aree attrezzate che permettono di farli scorrazzare liberi da guinzagli. Dall’altra c’erano quattro ragazzini, che secondo chi ha assistito alla scena probabilmente non sono nemmeno maggiorenni.
Il gruppetto, secondo chi ha assistito alla scena, si stava divertendo a lanciare sassi con una fionda. La stavano usando, pare, per colpire i piccioni presenti in piazza. L’uomo, passando di fianco a loro, si è lasciato andare alla più banale delle osservazioni: «State attenti che rischiate di fare male a qualcuno». Quelli hanno risposto a muso duro: «Fatti gli affari tuoi», parafrasi più o meno fedele dei termini coloriti che hanno usato. Poi gli insulti e le grida di scherno. Gli si sono avvicinati e, mentre lui si avviava per proseguire la sua passeggiata con il cane, hanno approfittato del fatto che gli voltasse le spalle e l’hanno aggredito.
L’hanno colpito con qualche spintone, quindi gli hanno dato un calcio nella schiena. L’uomo è caduto di faccia, rimanendo dolorante per terra. A quel punto i quattro giovanissimi hanno tentato di fuggire, per far perdere le loro tracce. Ma c’erano troppi testimoni perché tutto funzionasse alla perfezione.
Un ragazzino è stato fermato subito, mentre si trovava ancora nel punto in cui è scattata l’aggressione. Lo hanno bloccato le persone che hanno assistito alla scena, tra cui alcuni paracadutisti della Folgore che passavano di là per caso. Mentre i militari controllavano uno dei picchiatori, un ragazzo a bordo di un motorin si è lanciato all’inseguimento di un altro: aveva cercato di sparire scappando giù per una strada vicina. Si trovava ancora troppo vicino per mettersi in salvo: il giovane in scooter l’ha raggiunto rapidamente, l’ha preso e l’ha portato dove si trovava il suo amico.
E così i due sono rimasti lì, su una panchina, controllati dai militari e dai frequentatori del parco, finché sul posto non è arrivata la polizia. Non avevano solo una fionda con loro: a quanto riferisce chi li ha visti, sono stati trovati in possesso di diversi accendini e di un pugno di ferro. Gli agenti, una volta sul posto, li hanno presi in consegna e li hanno portati via. Sono in corso le ricerche per rintracciare gli altri due protagonisti del pestaggio.
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Per l’uomo aggredito, dolorante e in stato di choc, sono stati chiamati i soccorsi. Nel giro di pochi minuti, sul posto, è arrivata un’ambulanza della Misericordia senza il medico a bordo. I volontari hanno rilevato diverse contusioni alla schiena, oltre a un taglio in fronte dovuto alla caduta.
A parte questo, le sue condizioni non sembravano particolarmente gravi. Il sessantacinquenne, però, è stato comunque portato al pronto soccorso per essere medicato ed effettuare i necessari approfondimenti, in modo da escludere conseguenze più gravi di quelle rilevate dai paramedici dell’ambulanza.
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