Italia
«Una stretta di mano, per noi è come una firma»
I lavoratori da stabilizzare a tu per tu con il sindaco. Nogarin: credetemi, ce la farò
LIVORNO. «Io sono uno di vecchio stampo: per me una stretta di mano equivale a una firma, impegna la propria parola di uomo». A dirlo è Alessandro Disgraziati, uno dei due precari Aamps che, a nome della quarantina di addetti da stabilizzare nell’ex municipalizzata, hanno avuto un faccia a faccia con il sindaco Filippo Nogarin alla presenza di consiglieri M5S come Sarais e il capogruppo Batini.
L’incontro era stato chiesto dai precari Aamps: «L’avevamo fatto da soli, al di fuori del sindacato e della politica perché volevamo che non ci fossero in mezzo altre questioni che non fosse quella del nostro futuro lavorativo», spiega Disgraziati.
Il clima è stato «molto tranquillo», secondo quanto viene riportato. «Il sindaco – è stato sottolineato – l’ha ripetuto più volte: “Vi darò la stabilizzazione, ce la farò, datemi fiducia e credete alle parole che vi dico”». Gli esponenti della delegazione dei precari ribadiscono che il sindaco ha riferito che l’azienda rallenta i passaggi burocratici ma comunque – avvertono – «ci ha stretto la mano tante volte, almeno sette-otto e ha detto che andremo a cena tutti insieme quando il problema sarà risolto».
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