Italia
«L’ex municipalizzata è salvabile senza choc»
LIVORNO. «Nessun interesse politico può giustificare un disastro sociale come quello che potrebbe derivare da una mancata soluzione del caso Aamps. Altro che spazzatura nelle strade…». Si conclude...
LIVORNO. «Nessun interesse politico può giustificare un disastro sociale come quello che potrebbe derivare da una mancata soluzione del caso Aamps. Altro che spazzatura nelle strade…». Si conclude così l'ennesimo intervento con cui la curia vescovile, attraverso il proprio giornale on-line, torna ad alzare la voce sull'ex municipalizzata che sta diventando la "patata bollente" della politica cittadina: si conclude con queste parole l'ennesimo editoriale che stavolta invita a non fare di questa vicenda un caso tale da lasciare Livorno «ostaggio della politica nazionale». Già – viene sottolineato – «l'immagine dei cassonetti livornesi e della spazzatura nelle strade è diventata l'icona negativa» di una «città invasa dalla spazzatura». Chi vive a Livorno «sa che non corrisponde alla realtà», ma dà bene l'idea di come «la questione Aamps sia diventata un caso politico nazionale».
A giudizio del giornale diocesano è proprio questo che forse «impedisce di affrontare in modo ragionevole una crisi certamente grave, ma non irrisolvibile». La percezione diffusa nell'opinione pubblica – si afferma – è che l'azienda sia «in stato pre-fallimentare» e che il costo per salvarla sia «troppo oneroso per essere caricato sul bilancio comunale di Livorno».
Secondo il giornale on-line della curia la situazione è meno disperata di quanto la si dipinga: è vero che «la passività del bilancio dell'azienda deriva in gran parte proprio dalla mancata riscossione» (e per il «solo il periodo 2006-2012» si parla di «quasi 30 milioni di euro») ma, «nonostante questo», il fabbisogno finanziario di Aamps «considerati anche i crediti iscritti a bilancio, ammonta a circa 10 milioni di euro». È una una «gestione aziendale ancora sostenibile, a dispetto di quanto è stato pubblicamente dichiarato dai massimi esponenti dell'amministrazione comunale in questi mesi».
Certo, c’è bisogno di una robusta strategia aziendale di contenimento dei costi e di una rinegoziazione con i creditori, ma il salvataggio è meno difficile di quel che si dice e evita lo choc su tanti posti di lavoro e su un servizio indispensabile.
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