Il Tirreno

Livorno

Roma non ha tutto il potere, la Regione conta

Roma non ha tutto il potere, la Regione conta

La Corte Costituzionale impallina il decreto Sblocca Ita- lia all'articolo 29: «costituzionalmente illegittimo» là dove «non prevede che il piano strategico nazionale della portualità e della...

1 MINUTI DI LETTURA





La Corte Costituzionale impallina il decreto Sblocca Ita- lia all'articolo 29: «costituzionalmente illegittimo» là dove «non prevede che il piano strategico nazionale della portualità e della logistica, da essa disciplinato, sia adottato in sede di Conferenza Stato-Regioni».

Il motivo? La riforma del titolo quinto della Costituzione, messa in campo nel 2001 dal centrosinistra, aveva inserito «porti e aeroporti civili» fra i campi di intervento in cui Stato e Regioni devono decidere insieme. La Consulta ha messo ko l'idea del governo di farcela da solo a cambiare le regole della portualità. Già nel 2003 che nel 2011 la Corte si era espressa sulla ripartizione delle compe- tenze fra Roma e le singole Regioni. Cia- scuna delle parti ne ha fatto un sostegno alle proprie ragioni: i ricorrenti, per dire che benché sia riconosciuto un ampio margine di intervento ai poteri centrali dello Stato, siano previste «adeguate procedure concertative e di coordinamento orizzontale tra Stato e Regioni quali le intese»; l'Avvocatura dello Stato, per sottolineare che è stata la stessa Corte ad ammettere, «a determinate condizioni», una «deroga alla normale ripartizione di competenze anche in assetti costituzionali pervasi da pluralismo istituzionale», dunque non si può intendere che la modifica costituzionale di 14 anni fa imponga la concertazione con le Regioni. Poi la sentenza della Con- sulta (tuttora nell’impasse delle mancate nomine).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana