Rari e Lonzi chiudono i cancelli
Bloccati i camion carichi di differenziata a rischio l’attività dell’inceneritore
LIVORNO. Ieri mattina i cancelli della Lonzi Metalli di via del Limone e della Rari di via dei Fabbri al Picchianti sono rimasti chiusi. E’ stata la risposta dei principali fornitori di Aamps alla decisione della giunta di procedere col concordato per la società partecipata (sebbene per tutta la giornata si fosse sparsa la voce che il blocco sarebbe derivato da un mancato pagamento da parte di Aamps).
Il concordato infatti potrebbe ridurre notevolmente il credito che le due aziende vantano nei confronti della società di via dell’Artigianato, che al 31 dicembre dell’anno scorso ammontava a 2.6 milioni complessivi per i servizi che quotidianamente svolgono a favore di Aamps, Lonzi nello stoccaggio della raccolta differenziata di carta, plastica e vetro, Rari nel conferimento e trasferimento a Brescia, presso una ditta specializzata, delle ceneri prodotte dal termovalorizzatore.
Allo stesso tempo ieri mattina la Vanni Autoarticolati di Viareggio, che all’interno dell’impianto di via dell’Artigianato, si occupa del trasporto dei rifiuti dal preselezionatore all’inceneritore, ha chiesto ai propri operai di tornare a casa e ha fermato i propri mezzi.
Il risultato è stata una giornata di blocco per una parte importante dei servizi effettuati da Aamps: i camion dell’azienda che effettuano la raccolta presso i cassonetti della differenziata sono tornati alla base carichi di rifiuti, mentre le ceneri non sono state conferite. Bloccato anche il materiale selezionato da destinare al termovalorizzatore.
I vertici di Aamps hanno immediatamente allertato la prefettura e nello stesso tempo hanno avviato un dialogo con i tre fornitori, che ha portato in serata Lonzi a riaprire i cancelli e che quest’oggi dovrebbe permettere il riavvio del conferimento delle ceneri presso Aamps.
Nella tarda serata di ieri insomma la protesta sembrava terminata. L’episodio tuttavia ha mostrato quanto poco basterebbe perché in città scattasse una vera e propria emergenza rifiuti. Se i cancelli di Lonzi fossero rimasti chiusi per altri tre giorni, i cassonetti della differenziata si sarebbero riempiti di materiale e non ci sarebbe stato modo né di svuotarli (con i camion carichi), né di conferirli altrove (visto che Lonzi è l’unica piattaforma accreditata del territorio e per legge quel materiale va portato lì). Nel caso di Rari invece sarebbe stato impossibile il conferimento delle ceneri prodotte dall’inceneritore che nel giro di pochi giorni avrebbe dovuto fermarsi.
Lo scontro tuttavia è soltanto sospeso. I fornitori temono infatti che il concordato riduca drasticamente le proprie spettanze, tra l’altro attese da anni, con pagamenti che nel tempo sono arrivati dai 30 giorni agli attuali 90/120. (giulio corsi)
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