Il Tirreno

Livorno

Il porto di Livorno ieri e oggi: il Fanale e il molo ovest della Darsena

La memoria del porto di Livorno nelle fotografie ritrovate da Mario Bellagotti e Vito Lo Piccolo per conto dell’Authority.

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Bisogna prendere come riferimento sia il Fanale (faro) che il vecchio silos al centro delle due foto per capire quant’è cambiato il porto dagli anni venti a oggi. A sinistra, nell’immagine di quasi cent’anni fa, il porto è quasi tutto concentrato sul lato destro della foto: il Porto Mediceo, insomma. Nell’inquadratura più recente invece balza agli occhi che le infrastrutture dello scalo si estendono verso nord, cioè verso la parte alta della foto. Non solo: immediatamente alle spalle del Fanale c’è l’area dei bacini e sulla sua destra c’è l’azzurro dei capannoni degli yacht. Ma la differenza più lampante è il molo che disegna una sorta di mezzaluna in mare: è la diga a protezione della Darsena Morosini. A dire il vero fra l’una e l’altra immagine dovremmo considerarne un terzo scatto relativo allo scalo Morosini. Non c’è più: era stato realizzato al cantiere Orlando per il varo delle navi. In tandem con il prolungamento del pennello sull’altro lato, la nuova diga serve a difendere la darsena dal vento, principalmente di libeccio. Soprattutto adesso che l’uso di quello specchio acqueo riguarda non il (rapido) varo di pesantissimi incrociatori o traghetti bensì l’accoglienza (prolungata) di tanti panfili ben più leggeri.

CON LE PAROLE DI ALEXANDRE DUMAS (Il conte di Montecristo) Dantès restava in questa esitazione, allorché il padrone che aveva in lui molta fiducia, e che aveva gran volontà di tenerlo con sé, lo prese una sera per un braccio e lo condusse in una taverna in via dell’Olio, nella quale erano soliti radunarsi i contrabbandieri di Livorno.

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