Italia
L’ippodromo Caprilli rischia di rimanere nel 2016 senza un gestore
A fine anno scade l’affidamento alla Livorno Galoppo, Alfea è in causa col Comune e la Labronica è in liquidazione
LIVORNO. C'è uno scenario preoccupante che spaventa i lavoratori dell'ippodromo Caprilli e più in generale tutti gli operatori del settore che gravitano intorno all'impianto livornese. Oltre che la stessa amministrazione comunale. È il rischio di arrivare alla data del 31 dicembre senza una conclusione definitiva della battaglia legale tra Comune e Alfea, che tra ricorsi e controricorsi è giunta fino al Consiglio di Stato.
L'ultimo giorno del 2015 scadrà infatti l'affidamento dell'ippodromo alla Livorno Galoppo, società che ha gestito il calendario delle corse nell'ultimo anno. Se, per allora, la questione dovesse essere ancora in sospeso, per il Caprilli si aprirebbe una fase critica. Perché a quel punto la gestione dell'impianto ritornerebbe in teoria in mano alla Labronica Corse Cavalli: questa ha ancora una convenzione che la lega all'ippodromo fino al 2018, ma è da tempo in liquidazione, quindi non sarebbe in grado di farsi carico degli otto lavoratori della Livorno Galoppo, né della manutenzione del Caprilli. Con un conseguente effetto domino che potrebbe persino pregiudicare l'attività di tutto il 2016.
L'eventualità che l'ippodromo si ritrovi il primo gennaio senza un gestore è concreta, a causa del contenzioso che si trascina da anni e che risale ai tempi dell'amministrazione Cosimi, quando scoppiò la guerra tra Comune e Alfea sulla gara per la gestione trentennale dell'impianto. Nell'aprile 2015 il tribunale amministrativo della Toscana ha dato ragione alla società pisana, stabilendo che Alfea è la legittima affidataria della concessione del Caprilli, alle condizioni siglate nel 2012.
Il Comune ha però impugnato la sentenza dinanzi al Consiglio di Stato: la prossima udienza si terrà il 12 dicembre, ma non è detto che a quella data si arrivi a una soluzione definitiva. A complicare il quadro c'è un altro passo legale di Alfea: a settembre la società che gestisce San Rossore ha presentato un altro ricorso al Tar, chiedendo che il Comune rispetti la sentenza di aprile e stipuli la convenzione trentennale che ancora non è stata firmata.
La guerra dei ricorsi aveva coinvolto anche l'associazione La Caprillina di Attilio D'Alesio, che aveva presentato richiesta di sospensiva in merito all'affidamento del Caprilli alla Livorno Galoppo. In questo caso, però, il Tar toscano non ha accolto la richiesta della fondazione culturale, per "dubbi sulla legittimazione della parte ricorrente".
Intanto, in attesa delle sentenze dei tribunali, la Livorno Galoppo la scorsa settimana ha consegnato le lettere di licenziamento agli otto lavoratori che ne costituiscono l'organico.
Un atto dovuto, in vista della scadenza della convenzione con il Comune, fissata come detto al 31 dicembre. Quello che succederà dopo, ad oggi, è impossibile da prevedere. Ciò che è certo è che se ai primi giorni del 2016 l’ippodromo Caprilli non dovesse avere un gestore sicuro e un programma di investimenti definito, ecco che si aprirebbe l'incubo di una stagione incerta che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe privare l'ippodromo di gran parte delle sue corse.
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