Il Tirreno

Livorno

Devastano la scuola per rubare 120 euro

Ladri vandali al Santa Teresa del Bambin Gesù nella zona del mercato ortofrutticolo La direttrice: «Ma come fanno a pensare di trovare soldi in un edificio scolastico?»

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LIVORNO. «Stupidi». A Beniamina Vanzetti, preside del Santa Teresa del Bambino Gesù, sembra questo l’aggettivo più calzante per descrivere i ladri che lunedì si sono introdotti nella scuola che dirige.

Una scuola elementare paritaria da 100 bambini, più o meno. «Sono stupidi, perché se proprio uno vuole fare un furto dovrebbe almeno avere l’intelligenza di andare dove qualche soldo li trova. Questi sono venuti in una scuola elementare. Ha idea di quanti soldi si possano trovare in una scuola elementare? Ma di questi tempi, poi?».

Pochi, come hanno scoperto i ladri. Dopo aver spaccato un lato della porta della cucina per entrare, sono saliti al primo piano. Una volta lì, sono entrati nella stanza della segreteria. Il loro obiettivo era la cassaforte, che hanno cercato di portarsi via. E, nel tentativo,, hanno danneggiato pure alcuni mobili della stanza.

Non ci sono riusciti. Anche se ce l’avessero fatta, sarebbero probabilmente rimasti molto delusi: «In quella cassaforte - spiega ancora la preside - c’erano solo dei supporti informatici che contengono i dati sensibili dei nostri alunni. Nessun oggetto di valore, niente soldi».

Insomma, rischiava di mettersi male per i due ladri. La possibilità, concreta, era che dovessero tornare a casa senza un centesimo in tasca, dopo aver faticato senza successo per portare via una cassaforte che di soldi nemmeno ne conteneva. Un fiasco su tutta la linea.

Eppure, non sono rimasti del tutto a bocca asciutta. Sempre nell’ufficio della segreteria, sono riusciti a portare via dei soldi da una borsetta. «Hanno avuto fortuna. Era appena stata emessa una fattura, quindi hanno trovato quei contanti. Si tratta di 120, massimo 130 euro, non di più».

E al secondo piano, dove si sono spostati una volta usciti dalla segreteria, non è andata molto meglio. Hanno cercato soldi ovunque, entrando in tutte le aule della scuola. Non ne hanno trovati da nessuna parte, si sono limitati a lanciare per aria le cose.

Senza intenti vandalici, secondo la preside: «Nella nostra scuola ci sono attrezzature di valore. Avrebbero potuto portarle via, oppure avrebbero potuto romperle. Non hanno fatto né l’una né l’altra cosa. Sicuramente erano interessati solo al contante».

Nella loro perquisizione alla ricerca di soldi, i ladri hanno fatto un po’ troppo rumore. E sono stati sentiti da sotto, dove la preside era riunita in preghiera con le famiglie degli alunni. «Siamo immediatamente usciti e ci siamo messi alla loro ricerca. Ma i ladri ci hanno sentiti e se la sono data a gambe».

La preside ha fatto in tempo a vederli, mentre si dileguavano dall’uscita di emergenza che ha fatto scattare l’allarme. Ma ormai era troppo tardi per prenderli.

A quel punto è rimasto poco da fare, se non chiamare la polizia. La volante è arrivata verso le 19,15. I poliziotti hanno raccolto le descrizioni dei due ladri: entrambi erano esili e vestiti di scuro. Il più alto arrivava a un metro e ottantacinque circa. Le ricerche dei due non saranno facili: nella scuola non ci sono telecamere da cui acquisire maggiori informazioni sulle loro facce. Anche perché, essendo una scuola, l’ultima cosa di cui si potrebbe avere paura è che qualcuno vi si introduca in cerca di soldi. «Ci erano già capitati altri episodi, ma mai un’invasione di questo genere. Speriamo che capiscano che qui, da rubare, non c’è niente».

Riccardo Rimondi

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