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Livorno

Quadro di Modigliani all’asta, livornese offre du’ euro

Quadro di Modigliani all’asta, livornese offre du’ euro

Livorno, la satira pungente de "La Tracina": ogni tanto su Facebook si legge: “Per centomila euro, staresti un mese senza Fb?”. Ma glieli darei io per levammelo, guarda. Ma cosa si faceva tutto ir giorno quando Facebook ’un c’era?

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Modigliani all’asta, livornese offre du’ euro
“Boia, guarda lì com’è brutto. Se mi ci metto lo fò anch’io”. Ir quadro venduto a 170 milioni di dollari. Che beffa!

Diciamolo, d’arte ci s’è sempre capito un monte. A Livorno, si sa, siamo tutti poeti, scrittori, allenatori, corridori di maratone, sindaci e pur’anco pittori. “Cioè, ma vuoi mette’ Modigliani co’ quadri che fò io? Fa’ vaìni con Modigliani”. Vaìni, appunto. Tolto Picasso (che ha avuto una vita guascona e soprattutto è morto a 92 anni nel 1973, contro i 35 di Dedo) è l’artista più quotato dell’intera storia dell’arte. E noi ce l’avevamo sotto l’occhi. E ni s’è detto anche "di buttà via le teste", perché ci s’intendeva d’arte. Ma al di là dei soldi, basterebbe la sola fama di Dedo a livello mondiale per ripensà Livorno sottoforma di “Città di Modì” e di farne un manifesto/polo d’attrazione/attrattiva ‘nternazionale. Ma noi: seeee. Noi siamo fermi a “Ma l’hai visto come fa l’onde ir mi’ socero quando disegna ir mare? Artro che ir 3D: l’occhialini te li devi mette’ per non prende’ li schizzi ner viso”. Ecco, ir nostro concetto d’arte è ancora questo. ‘nfatti, un livornese s’è presentato a Nuiorké l’artro giorno per fa’ la su’ offerta per “Nù couché”. E’ entrato nella sala, ha aspettato che ir quadro fosse battuto e poi è sbottato con un sonoro: “Du’ euro”. L’hanno buttato fòri a gollettoni, ma seondo me non nien’hanno abbastanza per quanto s’è sbagliato ne’ seòli, noi livornesi, a valutà ir genio e l’arte di Modigliani.

Claudio Marmugi

 

Seondo me Radio 3 può sconfigge’ la guerra

Bimbi, questa settimana ciò roba grossa. Ho trovato la maniera per fa smette i conflitti ner mondo. Non mi pigliate per matta e ascoltatemi. Io ho motivi seri di ritenere che i conflitti mondiali potrebbero essere risolti con l’ascolto, esclusivo, capillare e obbligatorio a tutte le ore del giorno, der canale radio di Rai3. A ogni ora der giorno infatti, che sia Natale, Ferragosto, fuori grandini o imperversino le cavallette, su Radio 3 ragionano incessantemente di autori minori uzbeki der seicento, sembrandogli i maggiori dimorto commerciali, o trasmettono sinfonie dodecafoniche di compositori di Andorra. Le telefonate da casa sono balsamo per le mie orecchie provate da tanta bava alla bocca che vedo in tv e sento in giro (vi dice niente la parola ‘Bologna’? Dico, oltre tortellini, portici, ecc, vi dice niente?) : gente che un ti sbaglia un verbo che sia uno che esulta perché da Catania ni mandano a Pordenone un libro che un lo ristampano più, professori in pensione che scoppiano a piange’ in diretta perché vedrai n’hanno rintracciato un prezioso manoscritto in lingua d’Oc che credevano ormai perduto per sempre, urbanisti che discettano per ore e ore sur tradimento dell’utopia dell’architettura (sentiti io coi mi orecchi). Se senti vesto canale vì tutto ir giorno poi seondo me non puoi avere voglia di fare la guerra. Anche perché, diciamosela tutta, la guerra da addormentati un l’ha mai fatta nessuno.

di Paola Pasqui

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La gabbianella di 'Olombo

M'è capitato di rivede' le foto der '69 di vand'ero imbarcato a Augusta, e ho penzato a quanto pòo marinai siamo no' livornesi che 'r mare ce l'abbiamo a' piedi der letto, che cor mare ci si gode come nessun antro ar mondo, che se s'avesse voglia di lavora' per quanto ci garba fa' 'r bagno si sarebbe migliardari, ma che mai e po'mai si farebbe ir marittimo di mestieri. I nostri limiti, le nostre 'olonne d'Ercole, sono 'r molo nòvo, la Meloria, e un pote' sta' più d'un giorno senza respira' l'aria dello Stanaci. Valenti 'omandanti di gommoni, pilotine e gozzi, ma mai marittimi come lo sono i napoletani, i siciliani, i sardi, i genovesi eccetera. E allora mi immagino se Cristoforo 'Olombo fosse stato livornese. Intanto 'nvece della 'aravella Santa Maria ciavrebbe avuto la gabbianella 'Alafuria, e l'Ameri'a un l'avrebbe di certo scoperta. Perché? Perché sarpato dar Fanale, dopo dieci giorni di navigazione vando 'marinai inviavano a protesta' perché all'orizzonte un si vedeva nulla avrebbe pronunciato una frase che sarebbe stata 'onzegnata alla storia: "Bimbi, vesta vigna un fa uva, sapete 'sa si fa? Si ritorna ma dimorto a casa! L'Ameri'a la scoprirà quarcunantro!".

di Consalvo Noberini

Bada, Facebook vi frega

Ogni tanto su Facebook si legge: “Per centomila euro, staresti un mese senza Fb?”. Ma glieli darei io per levammelo, guarda. Ma cosa si faceva tutto ir giorno quando Facebook ’un c’era? E’ ir più inutile assorbimento di forza, tempo e ‘ntelligenza umana per chi c’ha da fa’... ammetto, per contro, che sia utile se uno non c’ha nulla da fa’ tutto ir giorno. Ma questo sbotto ‘mprovviso verso uno strumento che uso e sur quale sono ben presente (inutile che faccia finta di no) ha un motivo dettato dall’attualità: quando cercate lavoro, guasi la metà di chi lo offre (il 40% si dice), scarta i candidati a causa di Fb, di vello che scrivano, di quello che mettano, delle foto che postano, dei commenti che fanno e che hanno fatto. Cioè, vi guardano ‘n bacheca, leggono cosa pensate, spulciano tra le vostre amicizie e come intervengono sul vostro profilo, e vi giudicano per come apparite, perché a volte, ha’ voglia di dì, sul social network s’esce senza filtri, pensando che sia ir nostro “diario segreto” e ‘nvece no: è ir contrario, è tutto sbandierato. Sicché, visto che usallo con parsimonia è come non usallo… Andasse ‘n po’ ‘n tilt, s’andrebbe meno ‘n tilt noi. No?

di Claudio Marmugi

 

Ir Papa ar posto di Jovanotti ar PalaModì

Ma voi come ce lo vedreste ir Papa ar posto di Jovanotti e Panariello ar PalaModì, dopo i successi di Prato e Firenze dell’artro giorno? Io benissimo. Tanto, via, questi vippé non stupiscono più, le ‘anzoni di Jovanotti son tutt’eguali, le battute di Panariello son sempre le solite da 30 anni, almeno questo Papa suona nuovo e fresco a tutti e, diciamocelo, fa più ride’ di Panariello, è più spontaneo. “Papanariello”, si potrebbe chiamà, guasi, sperando d’un offende’ nessuno. Col su’ stile dimesso, il suo modo umile di approcciassi ar mondo, il su’ stare dalla parte della gente, Papa Francesco è veramente la star più Pop der XXI secolo. E’ veramente uno di noi, è come se fosse “Papa Nedo” o “Papa Ennio” (ma guai a dì che è un Papa “Docché”, pensando di fanni un complimento, perché era ir nome con cui veniva chiamato il dittatore di Haiti, Francois Duvalier). E allora, mi domando, perché non viene ‘n tour a Livorno ar posto di quarche big della musica? “An evening with Papa Francesco”, vuoi scommette’ fa più gente di Ligabue e i testi de’ discorsi sono anche meglio. Spero nessuno si risenta di questo accostà ir sacro cor profano, eppure, credo Livorno si meriti l’arrivo ‘n visita d’un Papa. O perlomeno, di questo (l’ultimo fu Giovanni Paolo II, che venne nell’anni ’80 – di Ratzingher, se ‘un è venuto, ce ne siamo fatti una ragione). Che ‘un po’ ci somiglia. Bergoglio è un po’ livornese, via. Se non di nascita, ner modo di fa’. E la città lo sente. Ora guasi guasi s’invita noi della Tracina. Capace viene. Ruzzaci.

di Gino ir chirichetto

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