Licenziato un comandante dei Neri
Livorno, l'accusa della Cgil: "Punito per aver segnalato un'avaria ad un rimorchiatore". La replica dell'azienda: "Ha messo a repentaglio la sicurezza dell'equipaggio".
LIVORNO. «La società Fratelli Neri ha licenziato il comandante di un rimorchiatore per aver osato denunciare le anomalie nel funzionamento di uno dei macchinari di bordo, riscontrate durante le manovre di rimorchio di alcune navi petroliere. Quelle anomalie in realtà si sono rivelate una vera e propria avaria, talmente grave da creare sabato 17 ottobre la rottura di un cavo di rimorchio durante il traino di una portacontainer. Il comandante ha segnalato alle autorità marittime l’incidente e per tutta risposta è stato licenziato». La denuncia porta la firma della Cgil. I toni nei confronti di una delle principali aziende delle nostre banchine sono durissimi: «Non si capisce il metodo che usano i Fratelli Neri per garantire la sicurezza dei propri dipendenti, dei beni aziendali, dell’utenza e dell’intero porto - accusa Agostino Salza della Filt -. La politica del prevenire incidenti forse non è prevista tra le prassi aziendali? O dipende dai costi?».
La replica della società è sibillina e ribalta la tesi della Cgil. «Purtroppo siamo dovuti arrivare al provvedimento espulsivo a seguito di gravi azioni poste in essere da questo nostro ex collaboratore, che non hanno soltanto messo in pericolo il servizio ma anche le persone che vi lavoravano. Tanto che sono in corso indagini da parte delle autorità competenti», spiega Corrado Neri.
Le prime anomalie e la contestazione disciplinare. Il protagonista della vicenda è un capitano di lungo corso di 46 anni, originario della Sicilia, ma residente a Lucca, dipendente dei Neri dal 2009. La storia ha inizio la scorsa estate. «In due occasioni, durante le operazioni di rimorchio di petroliere, il verricello che guida i cavi utilizzati per trainare la nave, per motivi ignoti, tendeva a lascare il cavo, cioè a liberarne più di quanto necessario - racconta Agostino Salza -. Se un fatto del genere accade mentre il rimorchiatore tira, il rischio è che si rompa il cavo. Se succede durante una girata in porto, ancor peggio in una evoluzione, i pericoli sono enormi, soprattutto per l’incolumità del personale di bordo».
E’ luglio quando il comandante e il direttore di macchina del rimorchiatore incriminato mettono per scritto l’anomalia «così come prevede la legge», ricorda Salza. «Sapete qual è stata la reazione? Si sono visti erogare due contestazioni disciplinari».
«L’azienda - racconta il sindacalista - a seguito di quelle segnalazioni ha richiesto l’intervento dei tecnici della casa costruttrice per una verifica sul macchinario. Dopo che questi a loro dire non hanno rilevato difetti, i Neri hanno avuto il coraggio di accusare i lavoratori di aver apportato gravi danni alla società per il mancato utilizzo del rimorchiatore, ma anche di aver causato spese di controllo non motivate».
Quelle anomalie erano note. Secondo la Cgil «le anomalie erano state riscontrate in precedenza anche da altri equipaggi ed erano di pubblico dominio tra i dipendenti, tanto che erano intervenuti anche gli ispettori tecnici della società».
Il cavo spezzato e la rissa a bordo. Salza continua: «A metà ottobre durante l’operazione di rimorchio a una portacontainer il cavo si è spezzato, un evento traumatico finito per fortuna senza feriti. Il comandante ha preparato la documentazione da presentare alla capitaneria di porto ma qualcuno a bordo non era d’accordo. C’è stata una discussione terminata in un’aggressione al punto che è arrivata in banchina anche la polizia. L’azienda ha subito sospeso il comandante e il 4 novembre ha firmato il licenziamento».
«Problema sicurezza per il porto». Il comandante ha impugnato il licenziamento in tribunale. La Cgil intanto accusa: «E’ palese come l’azienda abbia ritenuto di mettere tutto a tacere licenziando colui che si è esposto e dando nel contempo anche un monito agli altri lavoratori - accusa Salza - E’ un messaggio chiaro: non intervenite su questioni riguardanti la sicurezza. L'arroganza dimostrata dall'azienda nell'esercitare il suo potere in questa vicenda deve far riflettere».
I Neri: sicurezza per noi prioritaria. I vertici di Neri, come dicevamo, preferiscono non entrare nel dettaglio. «E’ stata messa a repentaglio la sicurezza del servizio e del personale - replica Corrado Neri -, comportamenti davanti a cui l'azienda non può sottacere. Non spetta a noi giudicare la manutenzione dei rimorchiatori, spetta agli organi esterni: sono venuti e hanno confermato che le condizioni della nave erano perfette, ma il lavoratore ha contestato la loro valutazione sostenendo che eravamo stati noi a chiamare il controllore. Per noi la sicurezza è chiaramente prioritaria. Non aggiungo altro se non che il posto non rimarrà vacante».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
