Il Tirreno

Livorno

Sindacalista licenziata dalla Coop, proclamato lo sciopero

L'Ipercoop di Livorno
◗
L'Ipercoop di Livorno

Livorno: alla dipendente viene contestato di aver lavorato da un'altra parte nel periodo di congedo

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Licenziata. La Coop le ha consegnato la lettera di fine rapporto. Lei è la delegata sindacale Usb Sara Catola. "Si tratta di un provvedimento che riteniamo clamorosamente sproporzionato rispetto a ciò che è successo e che ci sconvolge, non solo perché Sara è una nostra delegata, ma in quanto lavoratrice dell’ipermercato di Livorno", dicono dall'Unione sindacale di base.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12437983:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/11/13/news/l-appello-riassumete-la-sindacalista-licenciata-1.12437983]]

 

Il motivo del licenziamento. Il motivo del licenziamento è che, secondo l'azienda, Sara avrebbe svolto un altro lavoro durante un periodo in cui era in congedo parentale Inps al 30%. "La realtà invece è che Sara utilizzava quel congedo allo scopo per il quale legislativamente esiste, ossia essere presente al fianco dei figli in alcuni periodi (come appunto quello estivo) in cui asili e scuole sono chiusi. La funzione del congedo (citiamo letteralmente) è quella di "consentire la presenza del genitore accanto ai figli al fine di soddisfare i loro bisogni affettivi e relazionali". Sara infatti lo faceva portandoli al mare nello stabilimento in cui la sua famiglia gestiva l'estate scorsa la ristorazione (proprio anche per permettere loro appunto di vedere il padre e il resto della famiglia), e dava occasionalmente una mano ai suoi familiari nella gestione di quella attività. Nessun contratto di lavoro, nessuna divisa, nessuna retribuzione, solo un fisiologico e sporadico supporto in quanto componente della famiglia. La Coop ha però deciso di piazzare degli investigatori (ebbene sì...) in quello stabilimento, i quali hanno colto 14 momenti (pochissimi se consideriamo la durata, 5 mesi, di questo congedo estivo) in cui Sara svolgeva alcune attività dentro il ristorante", continuano dal sindacato che prende le difese della lavoratrice e proclama lo sciopero.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12426959:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/11/11/news/sindacalista-licenziata-replica-unicoop-chiaro-abuso-del-congedo-parentale-1.12426959]]

La difesa. E ancora: "Si può licenziare una lavoratrice per così poco? Noi siamo sbigottiti. Quale danno ha fatto a Unicoop Tirreno? Nessuno, dato che quel 30% lo paga l'Inps e quindi al massimo avrebbe dovuto essere l'Inps a chiedere indietro quelle somme se avesse ravvisato che Sara non aveva preso il congedo per tenere i figli ma per lavorare. Tra l’altro stiamo parlando del 30% di uno stipendio part-time per un periodo di pochi mesi, immaginatevi quale volontà di arricchirsi c'era dietro. Nel periodo in questione il comportamento di Sara è stato totalmente in buona fede, al punto che non ha mai nascosto a nessuno (compresi moltissimi colleghi) che la sua famiglia gestiva la ristorazione e organizzava pranzi e cene in quello stabilimento, scrivendolo addirittura pubblicamente sul suo profilo Facebook. Un comportamento che testimonia la totale trasparenza e l'assenza di volontà di nascondere qualcosa".  

Tutti all'Iper conoscono Sara. "Una ragazza dalla generosità immensa che si è sempre fatta in quattro per aiutare tutti, sindacalmente e non, che mai in 12 anni di anzianità lavorativa in Coop aveva ricevuto una lettera di contestazione disciplinare, e che adesso si trova incredibilmente a pagare con la pena più dura un fatto che, lo ripetiamo, non ha causato alcun danno alla Coop", sottolineano da Usb Unicoop Tirreno.

Quel 1 ottobre. "Quando Sara, lo scorso 1 ottobre, ricevette la contestazione con il dettaglio dei momenti in cui era stata secondo loro "colta in flagrante", come sindacato decidemmo di voler essere fiduciosi nel buon senso dell'azienda e di non pensare quindi che stavano provando a licenziare Sara per il suo ruolo di delegata sindacale Usb. Ma cosa dovremmo pensare oggi che è arrivata la sanzione massima? È stranoto infatti nel nostro ipermercato che quella di prendere il congedo e contemporaneamente dare una mano (sempre provvedendo alla tenuta dei figli) ad altre attività familiari, è una abitudine tutt'altro che infrequente. Tollerata tranquillamente dall'azienda, da sempre. Perché Sara invece oggi viene licenziata in tronco? Sbattuta fuori senza pietà da un'azienda presa dal gusto sadico, violento e criminale di licenziare una lavoratrice con una famiglia di 5 persone che vive del suo monoreddito", si chiedono. E ancora: "Ancora non ci capacitiamo di come sia possibile che la Coop si incattivisca in questa maniera con una lavoratrice, prima ingaggiando dei detective per pedinarla e poi licenziandola, rovinando l'esistenza a lei e alla sua famiglia".

Sciopero per Sara. A sostegno e in solidarietà a Sara Usb proclama uno sciopero in tutti i negozi della città di Livorno per l'intera giornata di giovedì 12 novembre. Uno sciopero di solidarietà e di protesta contro la decisione. "Chiediamo a chi ritiene questo licenziamento totalmente sproporzionato rispetto ai fatti, ma anche a chi semplicemente vuole dimostrare vicinanza a Sara in questo tremendo momento, di astenersi dal lavoro per protestare contro questa ingiusta decisione di Unicoop Tirreno, e di partecipare insieme a noi e a Sara al presidio di protesta fuori dall'Iper che inizierà stanotte e si protrarrà per tutto la giornata di giovedì", chiudono.

 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera