Il Tirreno

Livorno

città e spazi chiusi

L’ex Casa della cultura per ora resta chiusa

di Matteo Scardigli
L’ex Casa della cultura per ora resta chiusa

Slitta al 2016 l’Urban Center dentro il Cisternino, pressing dell’Osservatorio: mancano fondi e un atto di indirizzo politico». Ecco le anticipazioni sul progetto

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LIVORNO. L’apertura dell’Urban Center livornese slitta al 2016. «Mancano i fondi e un atto di indirizzo politico», spiegano i rappresentanti dell’Osservatorio trasformazioni urbane, organizzatori dell’incontro pubblico in circoscrizione 2 sul futuro del Cisternino di città (ex Casa della cultura in piazza Guerrazzi), al quale però sindaco e assessori non si sono presentati.

Ma intanto spuntano i primi dettagli sul progetto di recupero degli esterni dell’edificio che si affaccia su via Grande e su piazza della Repubblica. A chi non sa cos’è un Urban Center risponde Giovanni Gionocchini, direttore della struttura di Bologna (la più famosa e avveniristica in Italia, che ha contribuito a creare il marchio della città), in una video- intervista realizzata dall’Osservatorio: «È un luogo pubblico d’incontro sulle trasformazioni strutturali e urbanistiche della città, dove i cittadini possono informarsi, capire e proporre». In una parola: partecipare.

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«L’Urban Center rientrava fra le promesse elettorali dell’amministrazione, e lo stesso Nogarin solo due mesi fa aveva indicato come data di apertura il 19 dicembre, ma se va bene si andrà ad aprile» spiega l’ingegnere del Comune Claudio Fantozzi, coautore del progetto di recupero: «Mancano circa 50.000 euro per la tranche finale dei lavori, e non è chiaro poi come i tre piani dell’edificio potranno essere utilizzati».

Fantozzi non vuol sentir parlare di “lottizzazione” fra gli assessorati, ma nelle intenzioni del Comune i tre livelli dell’edificio sarebbero da ripartire così: «Nel seminterrato – spiega l’ingegnere – esposizione delle opere che erano in piazza del Luogo Pio durante Effetto Venezia, ma non c’è spazio per un magazzino di servizio.

Al primo piano sala per conferenze e spettacoli, ma gran parte dell’arredamento dovrebbe esser preso dal Lem, però il Sindaco, che ne è presidente, non ha ancora sbloccato l’operazione».

Quindi, «il cuore dell’Urban Center dovrebbe andare in un ufficio sullo stesso livello, mentre al secondo piano sala multimediale, che tuttavia non sarà praticabile fino all’attivazione del servizio di sicurezza a protezione delle opere nel seminterrato».

«Non tutti i livelli infine – conclude – sono dotati di bagni, e nonostante l’ascensore interno rimangono alcune barriere architettoniche insormontabili».

Via libera, invece, alle suggestive modifiche dell’area all’esterna del Cisternino, in piazza Guerrazzi.

«Abbiamo previsto il prolungamento delle logge di via Grande», conclude Fantozzi, «e nella piazzetta laterale, al posto di zanzare e siringhe, sorgerà una fontana».

Da chiarire poi ci sono anche gli aspetti di gestione e sostenibilità del futuro Urban Center.

Il rischio, secondo Daria Faggi, dell’Osservatorio trasformazioni urbane, è che ne venga fuori un museo dell’urbanistica: «Questa amministrazione comunale partecipa – dice la rappresentante – quando invece dovrebbe invitare col suo esempio gli altri enti e le fondazioni livornesi a contribuire».

«Serve un atto di indirizzo politico chiaro» conclude Paolo Gangemi, anche lui rappresentante dell’Osservatorio. «Nelle prossime settimane – fa sapere – porteremo una proposta formale in Comune».

 

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