Il Tirreno

Livorno

Lite in Venezia per una ragazza: «Preso a calci per nulla»

Federico Lazzotti
Lite in Venezia per una ragazza: «Preso a calci per nulla»

Livorno, parla il ragazzo di 20 anni finito in ospedale dopo lo scontro in via dei Domenicani con due coetanei: «Chi ha visto parli, io li denuncio». All'arrivo della polizia, i presunti aggressori non c'erano più

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LIVORNO. Un ragazzo di vent’anni in ospedale con diverse ferite alla testa. È questa la conseguenza dell’ennesima notte violenta in Venezia. Stavolta a scatenare quella che la polizia definisce «una scazzottata» mentre la vittima «un pestaggio», un diverbio per una ragazza avvenuto sabato sera intorno alla mezzanotte di sabato 7 novembre.   All’arrivo degli agenti, i presunti aggressori si erano già allontanati e quindi non è facile ricostruire con precisione ciò che è effettivamente accaduto

Il ferito racconta la sua versione dei fatti: «Ero seduto con due miei amiche sul muretto davanti alla discesa che porta alla Boteguita, in via Borra, quando un ragazzo ha lanciato una bottiglia di vetro nella nostra direzione». Nemmeno il ragazzo finito poi in ospedale sa dire se sia stato un gesto voluto oppure un caso. Fatto sta che la bottiglia si è rotta e alcuni vetri abbiano colpito una delle ragazze. «Ho chiesto chi fosse stato - racconta il giovane - e mi ha risposto l’amico dell’autore: “È stato un mio amico, ma tu non ti mettere in mezzo se no finisce male”».

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Quello che sarebbe successo poco dopo e che dovrà essere accertato dagli stessi agenti lo racconta lo stesso giovane. «Mi hanno preso in due, buttato a terra e dato calci dappertutto: sentivo solo il dolore. La cosa incredibile è che nessuno sia intervenuto per fermarli. Per fortuna a un certo punto sono riuscito a liberarmi per cercare aiuto. Vicino alla chiesa ho trovato uan pattuglia della polizia , agli agenti ho raccontato tutto, poi è arrivata l’ambulanza e sono stato portato al pronto soccorso».

Il ventenne è stato dimesso nella tarda mattinata con una grossa fasciatura alla testa. «So chi è stato - spiega - sono entrambi maggiorenni e nelle prossime ore andrò a fare denuncia. Il mio appello è semplice: in Venezia a quell’ora c’era un sacco di gente, chi ha visto quello che mi hanno fatto spero che si faccia avanti e racconti la verità».

 

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