Il presidio
Moby, parte la commissione d’inchiesta
Il presidente del Senato ha telefonato personalmente a Rispoli
LIVORNO. Grazie all'impegno personale del presidente del Senato Pietro Grasso la commissione d'inchiesta sulla strage del Moby Prince finalmente parte.
Il presidente ha voluto personalmente lanciare un ultimatum ai gruppi che ancora non avevano nominato il loro commissario, anche di fronte ad una sollecitazione che arrivava da più parti, dalla politica, dalla collettività e dai familiari che avevano lanciato l'idea di uno sciopero della fame che sarebbe iniziato domani.
«Una iniziativa forte di rottura, ma non poteva essere altrimenti per noi familiari che da troppo tempo attendiamo delle risposte concrete» spiegano l’Associaizione 140 e l’Associazione 10 aprile. «Attendevamo - continua - una risposta e questa è arrivata personalmente. La telefonata di Grasso a Loris Rispoli denota una sensibilità non comune fra i politici, un gesto di rispetto, ma anche di impegno e di volontà affinché venga fatto il possibile per fare piena luce sulla strage della strage del Moby Prince. Dopo quasi 25 anni di bugie, di silenzi, di coperture, omissioni, manomissioni, depistaggi e quant'altro, oggi una commissione formata da senatori si accinge a lavorare per verificare quali cause e quali responsabilità hanno permesso che 140 persone morissero arse vive nella vana attesa di soccorsi».
«Noi confermiamo tutta la nostra fiducia nelle istituzioni e nel lavoro che si accingono ad iniziare - si legge nella nota delle associazioni - . Da parte nostra ci sarà la massima collaborazione e vigilanza; vogliamo infatti essere attori e spettatori di un lavoro comune che porti a dare delle risposte certe».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google