Il Tirreno

Livorno

i residenti di via meyer LANCIANO UNA PETIZIONE

«Dopo il parcheggio dei bus no al centro per i profughi»

«Dopo il parcheggio dei bus no al centro per i profughi»

LIVORNO. Al momento sono solo voci che si rincorrono per strada, sussurri dalla fruttivendola e dal panettiere. Nulla di certo o di verificato. Quanto basta, però, per far scendere sul piede di...

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LIVORNO. Al momento sono solo voci che si rincorrono per strada, sussurri dalla fruttivendola e dal panettiere. Nulla di certo o di verificato. Quanto basta, però, per far scendere sul piede di guerra un buon numero di residenti di via Carlo Meyer. Alcuni dei quali, in questi giorni, hanno chiamato la redazione del Tirreno per riferire ciò che hanno sentito dire dal vicino, dal dirimpettaio o da un passante: «Vogliono fare un centro di accoglienza per migranti nel vecchio deposito Ctt».

Forse è solo l'esasperazione di chi abita da trenta-quarant'anni quella strada e, dopo l’agognata liberazione dagli autobus, si chiede a che cosa serviranno quegli spazi lasciati vuoti, forniti di stanze e di docce. La voce gira con insistenza e molti le credono. Anche se nessuno sa dire da dove provengano. Così come nessuno sa dire se ci sia un minimo di verità.

Di certo c’è che in via Meyer e dintorni la preoccupazione è molto alta. «Siamo arrabbiatissimi - afferma una residente della via, che abita proprio di fronte al vecchio deposito ma che non vuole dare il suo nome e cognome -. Io ho preso casa qui nel 1979 perché mi era stato detto che il parcheggio degli autobus sarebbe stato tolto. È stato chiuso a settembre 2015. E ora ci dicono che vogliono mettere un centro di accoglienza per profughi, con tutti i problemi che questo comporterà per la sicurezza». Un'altra donna le fa eco: «Se faranno una cosa del genere, troveranno le barricate. I problemi dell'immigrazione vanno risolti, ognuno ha la sua idea sul come, ma qui abbiamo già dato. Tra inquinamento, traffico, pochi parcheggi sono stati quarant'anni molto difficili. Adesso quest'area era stata rivalutata e speravamo che iniziasse un periodo di serenità».

Alcuni hanno già parlato di una raccolta firme, che dovrebbe partire nei prossimi giorni. Intanto, però, si limitano ad esprimere la paura che, di fronte a casa loro, compaia un centro dove una volta sorgeva il deposito degli autobus. Un luogo che, secondo i residenti, porterebbe molti problemi di sicurezza e degrado: «Sarebbe pieno di disperati, che non avrebbero niente da fare dalla mattina alla sera», è l'idea di una signora.

La voce, come detto, per il momento non ha trovato conferme. Allontanandosi dai palazzi che si trovano di fronte all'ex deposito, la paura che si stia per aprire un centro di accoglienza cala. Molti ne hanno sentito parlare, ma non ci credono: «Sì, l'hanno detto anche a me - dice un uomo uscendo di casa - ma secondo me non è vero. Su quel posto ci sono altri progetti: un parcheggio per le auto, per esempio. È difficile da rendere abitabile, quindi tendo a escludere che questa voce sia vera». Un altro si ferma a discutere: «Non ne ho sentito nemmeno mai parlare, di questo progetto. Sono stati fatti molti incontri per decidere cosa fare di quel posto. Magari qualcuno ha fatto questa proposta».

È uno dei pochi a non aver mai sentito girare la voce. Ma non l'unico. «Non ne so niente», afferma una signora che abita quasi di fronte al parcheggio. Si ferma un attimo, riflette e poi parla di nuovo: «Ma se anche fosse? Non si può scegliere il posto in cui si nasce, ma magari quello in cui vivere per scappare da fame e guerre sì».

Riccardo Rimondi

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