Il Tirreno

Livorno

Da gioiello a deserto, ecco cosa resta della Coop alla Rosa

di Giorgio Carlini
Da gioiello a deserto, ecco cosa resta della Coop alla Rosa

Dentro i lavori per la (mini) riapertura del punto vendita, fuori pochi clienti nei negozi rimasti e parcheggio vuoto

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LIVORNO. Nel grande parcheggio di via Settembrini, in tarda mattinata, si contano sì e no quindici macchine posteggiate: alcune sono dei pochi negozianti che ancora lavorano nell'ormai "ex" complesso commerciale, altre dei clienti che si fermano per una toccata e fuga dal tabaccaio o per pagare un bollettino alle poste.

Poco distante, i carrelli della spesa sono tutti incanalati all'interno delle ringhiere in metallo: intorno regna il silenzio, tranne che per una signora intenta a contrattare il prezzo di un abito con un venditore ambulante.

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Se non fosse per loro, l'impressione sarebbe quella di trovarsi in un'area abbandonata. E il lento passaggio di una volante della polizia, che dopo un giro nel parcheggio ritorna sulla strada, non fa che contribuire al quadro di desolazione di un moderno deserto commerciale.

Eppure, fino a due settimane fa, questa porzione del quartiere La Rosa che oggi pare senza un'anima era un centro di aggregazione sociale prima ancora che un luogo in cui fare acquisti e commissioni.

È stato così per 38 anni, dal 5 maggio del '77 al 14 ottobre scorso, giorno in cui la storica Coppona è stata chiusa in concomitanza dell'inaugurazione del nuovo Parco Levante.

L'avvicendamento. Il 15 ottobre si sono accese le luci all'interno della maxi struttura commerciale al Nuovo Centro: un investimento, quello della Levante Srl (società al 50% tra Unicoop Tirreno e Unicoop Firenze) che sfiora i 100 milioni.

L'elemento trainante dell'operazione è stato il nuovo punto vendita Coop che trova posto dentro il Parco, con una superficie di vendita di 2550 metri quadri.

Contestualmente c'è stato il pensionamento della Coppona: non una vera e propria chiusura definitiva, ma un importante ridimensionamento, quello sì.

All'interno del complesso di via Settembrini sono in corso i lavori di ristrutturazione che, in teoria, dovrebbero durare 3-4 mesi: poi nei locali troveranno posto un piccolo market InCoop, alcuni negozi nella galleria e alcune attività di utilità sociale per il quartiere.

La desolazione. Dal giorno dell'apertura del Parco Levante tutti gli occhi sono puntati sul nuovo centro commerciale e sugli equilibri (o gli squilibri) con quello delle Fonti del Corallo. Ma intanto cosa è rimasto del complesso della Rosa?

A tracciare un bilancio a due settimane dalla chiusura della Coppona ci aiuta Chiara Baldi, dipendente della tabaccheria all'interno del piazzale di via Settembrini.

«Per le attività rimaste qui - sottolinea - la chiusura è stata una mazzata persino peggiore di quanto ci si potesse aspettare: ad oggi i clienti sono un terzo di quelli che avevamo in passato».

Ancora peggio va ai negozi dentro i vecchi locali della Coppona: la gioielleria, ad esempio, ha esposto un cartello con il quale comunica il cambio di orario e l'apertura solo la mattina. Al bar, invece, i caffè e i cappuccini dispensati ai clienti sono assai diminuiti: per cercare di risultare meno nascosti i gestori hanno sistemato alcuni cartelli nel piazzale, più uno striscione sul tetto dell'edificio.

«Ma le cose - dicono con amarezza da dietro il bancone - non cambieranno fino a quando non riaprirà il supermercato».

Tempi incerti e disagi. Come se non bastasse il danno di assistere a un netto calo di passaggio di persone, e di conseguenza a un crollo del volume di affari, per gli esercenti del complesso della Rosa c'è anche la beffa di non sapere quando la Coop si ripresenterà nella sua nuova veste, con annessi negozi e attività che, si spera, potranno rianimare l'area commerciale. «C'è differenza - sottolinea Chiara - tra tenere duro 3 mesi o 6 mesi». I negozianti sono preoccupati dall'idea che i tempi si rivelino superiori rispetto a quelli prospettati per i semplici lavori di ristrutturazione.

Un timore che condividono anche con i clienti affezionati alla struttura: «Molte persone anziane, nonostante il bus navetta e la vicinanza del Parco Levante, attendono con ansia l'apertura del market InCoop. Perché questa realtà scandiva le loro giornate anche da un punto di vista sociale: alle 8 si comprava il latte, a mezzogiorno il pane e alle 16 la farina: questa era la Coppona con la sua galleria e i negozi vicini». Vecchi ricordi in attesa della annunciata (mini) rinascita.

IL FOTORACCONTO DI QUEL CHE RESTA

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