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Cieli toscani, Ryanair volerà da Firenze

di Francesco Loi
Cieli toscani, Ryanair volerà da Firenze

Il numero 2 della compagnia: Pisa resta centrale ma potremmo allargarci al Vespucci quando ci sarà la pista da 2.400 metri

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PISA. «Al momento la pista di Firenze è troppo corta. Quando si renderà disponibile una struttura migliore ne valuteremo i benefici. Per noi potrebbe essere possibile volare su entrambi gli aeroporti». David O’Brien, direttore commerciale di Ryanair, non si nasconde. Se le condizioni di mercato (e di infrastrutture) saranno quelle giuste, la compagnia irlandese, regina dei low cost, è pronta a raddoppiare la presenza in Toscana e sbarcare anche nello scalo del capoluogo.

O’Brien ha parlato a margine della presentazione di quattro nuove rotte programmate dal Galilei di Pisa per la prossima primavera (Berlino, Catania, Corfù e Sofia). Non sfugge che le sue parole giungono all’indomani di un’altra apertura dal sapore di svolta, quella dell’assessore regionale ai trasporti Ceccarelli su un allungamento della pista di Peretola a 2.400 metri, anziché i 2.000 previsti dal Pit (piano di indirizzo territoriale).

«Pisa rimane la porta principale della Toscana per Ryanair - ha aggiunto -. Si potrebbe arrivare nella vostra regione anche da Bologna, ma il nostro riferimento è assolutamente il Galilei». D’altra parte, lo scalo pisano è una parte essenziale del business italiano del gruppo irlandese (ma il ragionamento vale anche al contrario per il Galilei). Ryanair attualmente trasporta sull’aeroporto pisano 3 milioni di passeggeri all’anno, con 48 rotte totali per 226 voli settimanali che valgono il 60% del traffico dello scalo. Numeri in crescita (del 5% rispetto allo scorso anno) che si traducono, secondo gli studi economici, in circa 2.300 posti di lavoro “in loco”.

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Per ora Ryanair in Toscana guarda solo Pisa. Tanto che, per rendere operative le quattro rotte in più, da marzo aumenterà i mezzi di stanza al Galilei per la stagione estiva passando da sette a otto. Però quello che accade a Firenze, con la prospettiva della pista da 2.400 metri pronta forse per l’autunno 2017 (anche se resta da sciogliere il nodo dei 150 milioni promessi dal governo), non lascia indifferenti i vertici della compagnia. Che si dichiarano «a livello teorico contro le fusioni: la competizione è meglio della collaborazione perché stimola il mercato». Ma sperano che «la Toscana sia un caso a parte» e per questo confidano «nel management della società unica degli aeroporti» e riempiono di complimenti Gina Giani per la nomina ad amministratore delegato («saprà svolgere al meglio il suo compito»).

Le valutazioni che faranno sul possibile spostamento di voli a Firenze si basano su considerazioni in fondo semplici. La prima: «Se pensiamo ai 90.000 abitanti di Pisa città, per la nostra compagnia poter vantare 3 milioni di passeggeri dal Galilei è già un successo - assicura O’Brien -. Il vantaggio competitivo di Firenze su Pisa è dato dalla maggiore popolazione, un elemento che rende più facile il riempimento dei voli». La seconda: «Affronteremo la questione quando e se la nuova pista diventerà realtà. A quel punto faremo una comparazione dei vantaggi: sarà una questione di prezzi e tariffe».

A Pisa, come a Firenze, domande e considerazioni sono simili: quanti voli potrà perdere uno scalo e guadagnarne l’altro. E come sarà possibile tenere in piedi un equilibrio economico e di rapporti politici se sarà il mercato a dettare le regole, anziché muoversi in un regime di monopolio come avviene ora. «La chiave è nel management degli aeroporti: a Roma siamo presenti sia a Fiumicino che a Ciampino e pensiamo a sviluppare entrambi», replica John Alborante, manager del settore vendite e marketing di Ryanair Italia.

Non si scompone Gina Giani, per la quale le prospettive sono già chiare. Anzi, obbligate. «In uno scenario in cui da una parte ci sono gli aeroporti di Roma e dall’altra gli scali lombardi che pensano di unirsi, guardare solo in casa propria è avere il prosciutto sugli occhi. Gli aeroporti delle nostre dimensioni rischiano di essere schiacciati come noci. Unire le forze in Toscana è essenziale». L’ad di Toscana Aeroporti rafforza il concetto: «Dobbiamo ragionare come scali a servizio di un’area lineare di 2 milioni di abitanti che va da Piombino e Livorno sino a Firenze. Anche aree come quelle di Barcellona e Bruxelles sono così: hanno due aeroporti, di cui uno più orientato ai low cost. Questo è il futuro».

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