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Via alle trattative dopo lo sciopero record
Gli 8 giorni di blocco convincono l’azienda ad aprire il confronto sulle garanzie occupazionali per i 65 lavoratori che saranno esternalizzati
LIVORNO. Dopo otto giorni di lotta i lavoratori della Elia Ambrosetti hanno vinto la prima partita di una serie che si prospetta comunque ancora lunga e tutta in salita. L’azienda - quella che appena quattro giorni fa definiva la base di via Firenze una zavorra - ha accettato di venire a Livorno, come chiedevano i lavoratori, per una trattativa separata da quella in corso a livello nazionale e poi, per la prima volta, ha accettato un confronto sulle garanzie di rioccupazione agli stessi livelli di salario di tutti i 65 dipendenti che saranno esternalizzati.
Nessuno alza le braccia al cielo, dopo queste cinque estenuanti ore di negoziato, né i sindacati, né i lavoratori che fuori dai cancelli del palazzo del governo hanno atteso tra ansia e rabbia l’esito dell’incontro e al momento dell’uscita dei vertici aziendali hanno ricoperto di fischi e di insulti l’amministratore delegato Volpato e la direttrice del personale Panero, che hanno lasciato Livorno con la scorta di una civetta della polizia, a bordo della loro Audi blu.
Ma è chiaro che il gol, in questo primo tempo, l’hanno messo a segno lavoratori e sindacati. Otto giorni di sciopero di seguito sono quasi un record a livello nazionale, ma i 120 dipendenti di Elia (compresi i 55 che rimarranno in azienda) non hanno mai ceduto di un millimetro nonostante la tensione che una protesta di questo tipo arrecava ora dopo ora e nonostante il contraccolpo sullo stipendio di ottobre. Hanno bloccato sui piazzali 12mila auto che dovevano essere consegnate ai concessionari di mezza Italia, hanno costretto la Ford a reimbarcare su una nave 1250 vetture che erano state scaricate sulle banchine di Sintermar, hanno fatto dirottare su Civitavecchia e su Savona altre due navi cariche di auto destinate al porto di Livorno (con quel che di negativo ne consegue per l’economia del porto). Hanno, soprattutto, fatto sentire il fiato delle case automobilistiche sul collo della nuova proprietà di Elia Ambrosetti.
Il risultato è stato che ieri l’azienda è scesa a Livorno con ben altro atteggiamento rispetto a quello spavaldo mostrato finora. E i lavoratori hanno deciso di interrompere la protesta.
Il gioco di squadra con le istituzioni in questo senso è stato decisivo. Prima di arrivare a Livorno i vertici dell’azienda hanno avuto un incontro in Regione, con Gianfranco Simoncini che ha chiesto all’ad Volpato di «compiere ogni sforzo - anche rivalutando le proposte aziendali - per arrivare ad un buon accordo che sia in grado salvaguardare al massimo i livelli occupazionali e le condizioni dei lavoratori, nel rispetto di una prospettiva di futuro della presenza di Elia Ambrosetti a Livorno».
Nel pomeriggio una parte decisiva l’ha giocata il prefetto Tiziana Costantino, con un supporto importante al tavolo da parte dell’assessore al lavoro Francesca Martini.
«Le istituzioni - spiegano Cgil, Cisl e Uil - si sono prese la responsabilità di dire che, stante l’importanza del rispetto dei costi di gestione di un'impresa, la città di Livorno non può perdere un solo posto di lavoro né permettere tagli salariali».
Dunque, che cosa succederà? E’ stato concordato che entro il 31 dicembre dovrà essere trovata una soluzione per arrivare all’esternalizzazione dei servizi di stoccaggio e manutenzione e una parte di servizi amministrativi, col reimpiego di tutti i 56 operai e 7 impiegati che non resteranno in Elia. L’azienda metterà a disposizione una commessa di 1.5 milioni circa (che permetterebbe il reimpiego di 46 persone), ma per rendere sostenibile l’operazione per tutti i 63 serviranno circa 500mila euro in più. E’ lì che si gioca la partita. «E’ una storia tutta da costruire - dicono Giuseppe Gucciardo della Filt Cgil e Andrea Tonsa della Fit Cisl -, ma le parole del prefetto e l’impegno delle istituzioni sul mantenimento dei livelli occupazionali e salariali per noi rappresenta una garanzia». Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì prossimo all’ora di pranzo, al tavolo del prefetto. In questa settimana, i vari attori, a partire da Regione e Comune dovranno trovare le prime soluzioni da proporre ai sindacati e ai lavoratori.
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