Il Tirreno

Livorno

Ragazzini rubano nei bar ecco chi spacca le vetrine

di Riccardo Rimondi
Ragazzini rubano nei bar ecco chi spacca le vetrine

La telecamera di sorveglianza del Carolina Caffè mostra due giovani in azione Un altro tentato furto, a Il Punto in via Grande, sventato da un residente

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LIVORNO. Molto giovani, poco esperti, imprudenti. Questo è l’identikit dei ladri che, negli ultimi giorni, hanno preso di mira i locali del centro della città. A partire dal Carolina Cafè, in via Cairoli, vittima per ben due volte delle visite di quella che, probabilmente, è una baby gang che, ultimamente, si è scatenata. Almeno, questo sembra di capire dalle immagini del video della telecamera di sorveglianza, che in entrambi i casi ha immortalato i volti degli autori dei due furti. Sono due persone diverse quelle che vediamo nei fotogrammi, certo, ma sembrano accomunati dall’età e sicuramente dal modo di agire. Oltre che, chiaramente, dal bersaglio.

Il primo colpo è arrivato nella notte tra l’11 e il 12 ottobre: il ladro aveva spaccato la vetrata che si trova sul lato di via Cairoli. Una volta dentro, aveva portato via i soldi dalla cassa, che in quel momento era aperta. Un bottino magro, 100 euro in monetine. Le banconote, infatti, vengono portate via alla fine di ogni giornata.

Per il secondo colpo, invece, il ladro (o i ladri) ha scelto l’altro lato su cui si affaccia il Carolina Cafè, cioè via Serristori. Una volta dentro, il ragazzo che è entrato si è trovato davanti la cassa chiusa, a differenza di quanto era successo una settimana prima. E a quel punto, ha optato per la scelta più rapida: invece che cercare di scassinarla sul posto, rischiando di farsi beccare, ha scelto di portarsela via, per poi concentrarsi su come entrare in possesso del denaro contenuto al suo interno in un altro momento, lontano da occhi indiscreti. Nel secondo caso il bottino è stato quasi uguale alla prima volta: 120 euro.

Le immagini hanno catturato i volti dei due ladri, probabilmente persone diverse anche se è logico pensare che possano essere collegate. E nei loro lineamenti, forse, c’è anche la spiegazione del perché agiscano in una maniera così avventata. Spaccare una vetrata in pieno centro senza preoccuparsi del rumore, entrare coprendosi con una giacca di colore chiaro senza preoccuparsi del fatto che si noti di più quando è buio, il tutto per poche decine di euro è segno che gli autori del furto non sono professionisti. Altrimenti non si sarebbero fatti riprendere così bene: a vedere i loro volti, sembra che i ladri siano molto giovani. Forse non arrivano a vent’anni, forse non sono neanche maggiorenni. Per entrare hanno fatto danni decine di volte più ingenti di quello che è stato il loro guadagno, correndo rischi molto grossi e rischiando di farsi beccare. E nelle foto i loro volti non sono certo camuffati.

Pochi soldi, probabilmente da dividere almeno in due, possono interessare a chi vuole qualche entrata extra per il sabato sera, magari una ricarica telefonica in più e un pieno al motorino. Difficile che un ladro professionista si lasci tentare da un colpo del genere, poco redditizio e pericoloso.

A rafforzare la tesi che in giro ci sia una banda di baby-ladri è anche un altro episodio: quello del bar Il Punto. Un locale che è già al suo quarto furto subìto. Qui, i ladri hanno agito nella notte tra lunedì e martedì, poco prima delle quattro. Erano in due (sono stati visti), hanno incrinato la vetrina come negli altri due colpi. Ma se il piano era simile, la conclusione è stata diversa.

I due, infatti, sono stati visti da un residente della zona, che li ha notati dalla finestra. Gli ha urlato di andare via e i due si sono dati alla fuga. Poi, l’uomo ha chiamato la polizia che, però, è arrivata sul posto quando già si erano dileguati. La descrizione dell’uomo non lascia spazio a troppi dubbi: secondo lui i ladri avevano tra diciassette e vent’anni. Ed è stato proprio lo sviluppo di quest’ultimo furto a dare una plastica dimostrazione del perché questi colpi non sono certo opera di esperti delinquenti: anche nei due casi del Carolina Cafè, sarebbe bastato che qualcuno desse l’allarme perché il colpo andasse in fumo. E a quel punto se gli fosse andata bene sarebbero riusciti a fuggire, come è accaduto in via Grande, maledicendo la sfortuna e i cento euro sfumati.

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