Il presidio
Il sindaco di Livorno in Tv: non diciamo soltanto no...
Dalla Gruber: bloccato il più grande inceneritore della Toscana. 120 euro le spese di rappresentanza
LIVORNO. Questa volta non ha scelto la solita mise informale del Comune: niente maglia a righe, t-shirt o camicia bianca e jeans. Filippo Nogarin, ospite ieri sera da Lilli Gruber nel salotto di “Otto e mezzo”, su la7, si è presentato con il completo scuro, la camicia bianca, la cravatta elegante azzurra. Un sindaco a 5 Stelle per parlare soprattutto delle intenzioni dei 5 Stelle nella Roma del dopo-Marino o dei 5 Stelle come possibile forza di governo. Ma poco o niente di Livorno. Perché non era la nostra città , in realtà, il centro del dibattito.
Nello studio, insieme a Lilli Gruber, ci sono il giornalista Andrea Scanzi (Il Fatto Quotidiano) e il giornalista e scrittore Giovanni Valentini. La padrona di casa accenna una domanda sul bilancio stoppato di Palazzo Civico. «Colgo l’occasione per smentire una questione falsa», prende il via Nogarin: «Il Comune di Livorno – prova a spiegare – è ente sperimentatore, in realtà siamo stati tra i primi in Italia ad approvare il bilancio consuntivo...». Insomma, «questo bilancio l’avete votato o no?», chiede con tono sbrigativo la conduttrice. Il risultato è un altrettanto sbrigativo «sì, sì». Che in realtà dovrebbe essere un «no, no», visto che il bilancio consolidato sperimentale (quello a cui si riferiva la Gruber) è stato bocciato dalla stessa maggioranza M5S perché “monco” dei conti di Aamps.
Proprio ad Aamps accenna il sindaco nei ritagli di trasmissione in cui il discorso cade sulla città. «A Livorno – dice – abbiamo bloccato il più grande inceneritore della Toscana (il riferimento è al no alla costruzione della terza linea al Picchianti?) e stiamo salvando l’azienda che tratta i rifiuti (Aamps) e che abbiamo ereditato in una condizione disastrosa dalle giunte precedenti». «Queste sono cose concrete, il resto sono solo discorsi», controbatte a chi pone il problema dei guai dei 5 Stelle “nel conciliare la pretesa di essere diversi dalle oggettive difficoltà del governo locale”. «Renzi – aggiunge poi Nogarin criticando il governo nazionale – si era presentato come un premier vicino ai sindaci, in realtà ci sta strangolando, perché taglia i fondi per i servizi ai cittadini, che sono quelli che possono fare la differenza».
Dallo studio chiedono: ma si può governare dicendo sempre no? «Non è così – controbatte – l’amministrazione M5S livornese ne è un esempio, la nostra azione è fatta di tanti sì. I no talvolta sono un’espressione necessaria...». E la polemica sui 120 euro messi in conto al Comune come trasferta per “incontri per la giunta” quando presenziò al Meetup regionale ad Arezzo? La Gruber non si lascia scappare l’occasione di fare un accenno a quei soldi in una puntata che, ricordando Marino, è intitolata “lo scontrino al potere”. «Menzogne – risponde Nogarin – io sono il sindaco che ha rinunciato all’auto blu. Nel 2014 sono costato solo 120 euro come spese di rappresentanza...».
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