Il Tirreno

Livorno

il picchetto organizzato da rifondazione comunista

In piazza per dire no alla riforma costituzionale

di Rosanna Harper
In piazza per dire no alla riforma costituzionale

LIVORNO. Un presidio di protesta, ma pacifico, che si è svolto in piazza dell'Unità d'Italia, di fronte al Palazzo di Governo, per dire no al Ddl di riforma della Costituzione che, martedì scorso, ha...

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LIVORNO. Un presidio di protesta, ma pacifico, che si è svolto in piazza dell'Unità d'Italia, di fronte al Palazzo di Governo, per dire no al Ddl di riforma della Costituzione che, martedì scorso, ha trovato approvazione in prima lettura al Senato.

Il presidio, al quale hanno partecipato una decina di persone, è stato organizzato dalla Federazione di Livorno di Rifondazione Comunista, rappresentato dal segretario Francesco Renda. «La Costituzione – spiega il segretario – è uno strumento flessibile e adatto ai tempi, che non ha bisogno di essere riformato. Modificare il funzionamento degli organi della Repubblica equivale a sacrificare l'impalcatura che i padri costituenti hanno pensato per noi e verso i quali tutti dobbiamo riconoscerci».

«Già prima che Renzi varasse la riforma – aggiunge - si erano delineate alcune tendenze: il dibattito politico e le maggioranze che si sono susseguite negli ultimi venti anni hanno dato risposte sempre più orientate verso dittatura dolce, con la trasformazione del Parlamento in un semplice “votificio”, dove le minoranze sono esautorate».

Il progressivo disgregamento degli equilibri costituzionali potrebbe portare, secondo Renda, al «compimento finale del piano di rinascita nazionale della loggia massonica P2».

"Nell'arco dei tre mesi, prima delle seconda lettura del testo, cercheremo di sensibilizzare la cittadinanza. Se il testo venisse approvato con la maggioranza dei due terzi, un quinto degli appartenenti alla Camera potrebbe chiedere un referendum confermativo».

Renda fa sapere, inoltre, che la raccolta delle firme, per chiedere un referendum abrogativo della legge regionale 28/2015 sulla sanità sta andando bene: a Livorno sono state raccolte circa 3000 firme.

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