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Alla Trw ora c’è una bara
Un ex si barrica dentro, interviene il sindaco. Strappato un vertice col prefetto
LIVORNO. Una bara bianca, una corona di fiori, un lavoratore che si barrica per un’ora al di là della cancellata, nell’area dello stabilimento ormai chiuso, chiedendo un incontro con il prefetto. Ieri mattina un gruppo di ex lavoratori della Trw è tornato davanti ai cancelli di via Enriques.
C’è tornato a un anno esatto dalla protesta scoppiata nella sede di Confindustria, quando i vertici del gruppo annunciarono la chiusura del distaccamento livornese del colosso della componentistica auto, che pochi mesi dopo avrebbe lasciato a casa più di 400 persone.
Ieri mattina, dopo la manifestazione organizzata due giorni fa davanti a Confindustria, Vertenza Livorno ha organizzato un presidio in via Enriques, all’ingresso del grande stabilimento rimasto in silenzio. I lavoratori hanno sistemato una corona di fiori sul cancello della Trw, con la scritta: "Trw una morte annunciata". Sotto una bara bianca di cartone, a simboleggiare la morte del lavoro per gli oltre 400 licenziati di questo angolo di Livorno, ma non solo. Tutt’intorno gli striscioni, soprattutto contro il governo e la Regione.
A un certo punto un ex lavoratore ha attraversato la cancellata ed è entrato nell’area dello stabilimento: un gesto simbolico per chiedere che fosse convocato un incontro in prefettura, con i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, per parlare di lavoro e di ammortizzatori sociali, che per centinaia di famiglie scadranno a dicembre. Sul posto è arrivato anche il sindaco Filippo Nogarin, che ha parlato a lungo con il lavoratore, che poi è uscito dallo stabilimento.
«Alla fine – hanno spiegato al termine del presidio da Vertenza Livorno – abbiamo strappato un incontro con il prefetto per mercoledì 21 alle 12. Vogliamo parlare di lavoro, perché è inutile che ci raccontino di opportunità entro il 2020: noi non sappiamo dove sbattere la testa oggi. Solo guardando agli ex Trw, a dicembre in 160 resteranno senza niente: chiediamo un prolungamento degli ammortizzatori o un sussidio».
j.g.
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