Il Tirreno

Livorno

Un morto e due feriti gravi sulla Variante

di Alessandro De Gregorio
Un morto e due feriti gravi sulla Variante

Vittima Enrico Batoni, per anni titolare di una storica carrozzeria. Disintegrata la sua auto. Traffico paralizzato

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PIOMBINO. E’ morto al volante di un’auto, proprio lui che con le auto (e per le auto) ha vissuto. Enrico Batoni, ex titolare di una storica carrozzeria in via Salgari, è deceduto ieri pomeriggio in uno spaventoso incidente sulla Variante Aurelia. Altre due persone sono rimaste gravemente ferite: erano a bordo di un suv con il quale si è scontrata la Citroen C4 di Batoni. Un’altra persona ha visto la morte in faccia ma per un miracolo è passata con la sua auto tra le altre due, un secondo dopo l’impatto. La Citroen che rimbalzava all’indietro, il Fiat Freemont che volava dall’altra parte, pezzi di carrozzeria e di motore ovunque e lui, su una Fiat Grande Punto, che sfrecciava nel mezzo e si fermava più avanti. Per Batoni, stretto fra un mostro di lamiera senza senso, non c’è stato invece nulla da fare.

Erano le 16,45 e sulla Variante Aurelia pioveva. Pioveva piuttosto forte. Asfalto viscido, asfalto consumato in quel tratto dove purtroppo gli incidenti non sono mancati, soprattutto negli ultimi anni. Asfalto viscido e visibilità ridotta. Queste le condizioni in cui è avvenuta la tragedia. Sulla dinamica sta lavorando la polizia stradale di Venturina. L’impatto è avvenuto al chilometro 248. A giudicare dalle auto sembra che in quel punto sia esplosa una bomba.

Secondo un automobilista che seguiva a poca distanza, Batoni stava sorpassando il suvi. Ma è l’unica testimonianza in questo senso. La polizia stradale e altri automobilisti parlano di impatto frontale. Di salto di carreggiata. La Citroen proveniva da sud. Il Freemont da nord. I mezzi si sono incrociati proprio nel punto in cui il newjersey, la barriera di cemento, si interrompe. La macchina di Batoni deve aver perso aderenza scivolando sulla sinistra e finendo nella corsia opposta. L’impatto è stato terribile. Il Freemont ha sbandato, si è rovesciato, ha picchiato sul guardrail fermandosi più avanti, su un fianco. La Citroen si è disintegrata lì, arretrando appena. Il motore da una parte, pezzi di carrozzeria dall’altra. Quel che è rimasto, una gabbia tentacolare di lamiere, ha imprigionato il corpo di Batoni in un abbraccio mortale.

I primi automobilisti si sono fermati per prestare soccorso, per chiedere aiuto. Fra questi, anche il conducente della Grande Punto che è tornato indietro e, sebbene in stato di choc, si è messo in mezzo alla strada per avvertire gli altri automobilisti man mano che sopraggiungevano. Mentre dal 118 venivano inviate ambulanze della Croce rossa e della Misericordia, mentre arrivavano i vigili del fuoco, i carabinieri e la polizia stradale, si cercava di capire se quella persona là dentro fosse viva. Il medico del 118 lo ha poi escluso.

Intanto sono stati estratti dal suv i due feriti, anche loro di Piombino: Gianni Schiano, 43 anni, è stato ricoverato a Cecina; Simona Rosi, 41, è stata portata con l’elicottero a Pisa. Hanno ferite e fratture, per fortuna non vengono ritenuti in pericolo di vita.

C’è stato anche il problema del riconoscimento della vittima. Batoni non aveva documenti, solo l’auto risultava intestata a lui. E’ stato fatto un sopralluogo anche a casa sua, in via Buozzi. E alla fine è stato accertato che sì, era proprio lui. La salma è stata composta e trasferita all’obitorio di Campiglia; è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che oggi potrebbe concedere il nullaosta per i funerali.

Il traffico è rimasto paralizzato per ore. Deviato sulla vecchia Aurelia e sulla Principessa, in serata le auto rimaste sulla Variante sono state fatte tornare indietro sulla stessa corsia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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