Valiani all’attacco: «il sindaco M5s Nogarin come Marino», polemica su un rimborso
Livorno, scontro su un rimborso da 120 euro per una trasferta ad Arezzo, la replica del sindaco Nogarin: «Solo fango»
LIVORNO. Era il 29 giugno 2014, una domenica: Filippo Nogarin, eletto da poco sindaco, raggiunse Arezzo, dove era in programma anche un Meetup del M5S. Poco dopo, come raccontato a gennaio dal Tirreno, tra le carte pubblicate sul sito del Comune sarebbe spuntato un rimborso di circa 120 euro (108.04 di gasolio e 10.20 di Telepass) per una trasferta ad Arezzo per “incontri e riunioni per la giunta”. Oggi, in piena ondata Marino, quel rimborso finisce nel mirino dell’ex grillino e neoconsigliere comunale, Marco Valiani. E scoppia la polemica.
Valiani non ci gira intorno: «In base a quanto accaduto a Marino, Nogarin si doveva dimettere a giugno 2014, appena insediato. Rimborsi spese per andare a un Meetup regionale ad Arezzo,128 euro pagati dai cittadini, rimborsi non dovuti ma richiesti e presi. Dimissioni e tutti a casa». Pubblica anche l’ordine del giorno di quella riunione a 5 Stelle, con l’intervento di Nogarin atteso alle 11. «Nessun incontro o riunione per la giunta – ribadisce – non c'era nessun probabile assessore, era solo un regionale tra attivisti».
Questa volta Nogarin gli risponde, via Fb. «Vengo tirato in ballo – scrive – al solo fine di gettare fango sulla mia persona circa la fase molto concitata dei primi giorni del mandato, precedente alla nomina della giunta». «Momenti molto frenetici», «nei quali ero chiamato a rispondere pure sabato e domenica ottimizzando necessità istituzionali ed impegni politici», quindi «mi è capitato di dare appuntamento “on the road” anche durante incontri come quello di Arezzo, dove mi sono visto con alcuni candidati per la giunta e il ruolo a direttore». Nogarin scrive anche che «tanti sono i casi dove avrei potuto chiedere rimborsi e per i quali ho lasciato perdere» e che «gli uffici si sono dimostrati attentissimi ai miei scontrini, tanto da chiedermi un giustificativo per il secondo trancio di pizza di un pranzo da ben 4 euro relativo ad una mia trasferta a Roma: ovviamente per me va benissimo, non è certo per il compenso che ho intrapreso questa missione». Poi attacca: «Mi diverte come tanta retorica arrivi da un soggetto che quando discutevamo di candidature esigeva che tutti sottoscrivessero un patto etico che prevedeva la decurtazione per gli emolumenti eccedenti i 500 euro mensili» visto che «oggi c’è un nuovo capogruppo che percepisce quasi mille euro al mese, mentre i consiglieri del M5S non arrivano a 300, indovinate un po’ di chi si tratta...».
E Valiani? Mette online i suoi gettoni (892.368 euro dal 1 agosto al 30 settembre), tutte le indennità di sindaco e assessori e rilancia: «La prossima volta che va a Roma e a Milano, caro sindaco, passi da me così le do 3,70 euro per caffè e schiaccina, almeno queste non le fa pagare ai cittadini. Pane al pane, vino al vino... altro che fango».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
