Il presidio
Grimaldi verso la rinuncia, rientra Seatrag
Si va incontro ad una soluzione: l’armatore farà un passo indietro ma dovrà garantire per il terminalista a livello finanziario
LIVORNO. Un conclave di due ore, ieri mattina, a palazzo Rosciano potrebbe aver sbrigliato la matassa del caso Seatrag.
L’incontro che doveva essere riservato ma alla fine non lo è stato - considerato che una quindicina di lavoratori dell’azienda per buona parte della mattinata ne hanno atteso l’esito sotto la sede dell’Authority -, ha visto confrontarsi vis-a-vis l’amministratore di Seatrag, un rappresentante di Grimaldi e i vertici dell’Autorità Portuale.
Che cosa è uscito fuori? Da parte dell’Authority si è confermato quanto già detto da Provinciali nei giorni scorsi e cioè la preoccupazione di Grimaldi davanti al fatto che nessuno a metà settembre si fosse ancora presentato a chiedere il rinnovo dell’occupazione temporanea in radice di Darsena Toscana (che sarebbe scaduta alla fine del mese) e il timore dell’armatore partenopeo di non saper dove operare i propri traffici. Ma anche la convinzione che tra Grimaldi e Seatrag ci fosse una sorta di accordo, e non a caso la stessa Grimaldi avrebbe evidenziato nella domanda di concessione che i rapporti con Seatrag sarebbero rimasti immutati.
Chiarito il quadro che ha mosso l’Authority a concedere l’occupazione temporanea, l’obiettivo è diventato la soluzione di un caso scottante che il giorno prima aveva creato anche una rottura in commissione consultiva. E la soluzione è stata trovata nell’idea di riconsegnare l’autorizzazione all’occupazione temporanea a Seatrag (basandosi sulla domanda presentata il 21 settembre, dunque nei tempi giusti), almeno fino a dicembre quando essa scadrà di nuovo. In che modo? Un’ipotesi sarebbe la rinuncia di Grimaldi all’occupazione. L’Authority tuttavia avrebbe chiesto garanzie, soprattutto dal punto di vista finanziario, sulla tenuta di Seatrag e in questo sarà proprio Grimaldi a recitare nuovamente il ruolo determinante.
Una volta rientrato il caso si aprirà la partita che riguarderà il futuro: a dicembre scadrà nuovamente l’autorizzazione e tra i richiedenti potrebbero riesserci di nuovo Grimaldi e Tdt. (g.corsi)
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