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La “Chiccaia” è inagibile «Immobili pericolosi»
Durante la quinta commissione il responsabile delle politiche territoriali spiega: solo cinque appartamenti possono essere riassegnati, meglio abbattere tutto
LIVORNO. Il complesso della “Chiccaia” è in gran parte inagibile. Ma c’è di peggio: solo cinque degli immobili della struttura di Shangai, ad oggi, potrebbero essere riutilizzati per l’emergenza abitativa. Ecco perché, anche il responsabile delle politiche territoriali del Comune spiega come dopo il trasferimento degli inquilini in Corea resti in piedi il piano di demolizione rispetto a quello di ristrutturazione.
È questa l’ultima prospettiva aperta sul futuro della “Chiccaia” durante l’ennesimo faccia a faccia tra associazioni, sindacati e amministrazioni per l’emergenza abitativa avvenuta in quinta commissione.
Daria Faggi di Unione Inquilini, Geremia Merloni di Sicet, Giovanni Ceraolo di Asia Usb, hanno parlato della “grave” emergenza abitativa che riguarda Livorno. Replica Vanessa Soriani, presidente Casalp: «Nel budget di previsione di Casalp ci sono state delle correzioni che hanno portato ad un avanzo di circa 200 mila euro che Casalp ha deciso di utilizzare, tra novembre e dicembre, per l'abbattimento delle barriere architettoniche e per il ripristino di lieve entità: una quarantina di alloggi in città verranno rimessi in disponibilità. Stiamo chiedendo al Lode, inoltre, la possibilità di utilizzare una parte dei proventi della legge 560 per ripristini di alloggi da utilizzare fino al mese di giugno». Inoltre: «Il cda di Casalp sta valutando la possibilità, salvo parere del Lode, di procedere con il recupero degli alloggi Erp: una proposta sperimentale che speriamo possa partire successivamente ai bandi di assegnazione».
Sulla Chiccaia aggiunge: «Occorre trovare una soluzione immediata senza fossilizzarsi sulla questione: è necessario fare il piano casa su edifici che potranno rimanere in piedi». In sala, la discussione si apre: i consiglieri chiedono politiche rapide rispetto all'emergenza e l'apertura di situazioni alternative con la possibilità di utilizzare spazi pubblici vuoti, come circoscrizioni e caserme. Chiedono anche chiarimenti rispetto alla situazione Chiccaia. Su questo tema è Riccardo Maurri, dirigente del Comune, a cercare di dare risposte: «Salvo mutamenti – spiega – resta in vita il piano di recupero che prevede la demolizione verso la ricostruzione».
Sulla possibilità di utilizzare la Chiccaia temporaneamente per l'emergenza abitativa, Maurri frena, parlando di sicurezza: «Alcuni degli alloggi che si andranno a liberare con trasloco in Corea (31) sono, in gran parte, privi di dichiarazione di conformità degli impianti elettrici e di impianti a gas: il blocco non è sicuro. Sono cinque gli alloggi conformi che si liberano. Il padrone di casa ha il dovere civile di consegnare un alloggio sicuro, soprattutto qualora Casalp lasciasse la gestione a noi. Sarebbe meglio destinare le risorse – conclude – ad alloggi da utilizzare permanentemente per l'emergenza abitativa».
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