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Lavori in casa, il bonus anche nel 2016

Lavori in casa, il bonus anche nel 2016

Risolte le incertezze: il governo proroga gli sgravi del 50% e del 65%. Le agevolazioni saranno inserite nella legge di stabilità. Soddisfatti i costruttori e gli imprenditori dell'arredamento

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Il governo opta per la proroga. Il Bonus casa - il pacchetto di incentivi rivolto a chi ristruttura edifici, acquista arredi o grandi elettrodomestici e innalza il livello energetico della propria abitazione - verrà confermato fino al 31 dicembre del 2016. La norma è stata inserita nella manovra finanziaria che verrà approvata dall’esecutivo, le cui intenzioni sono quelle di lasciare inalterate le maggiori detrazioni dall’Irpef e dall’Ires introdotte negli ultimi anni a sostegno dell’edilizia, del settore energetico e degli elettrodomestici, oltre che dell’arredamento.

Le agevolazioni prorogano i maxi crediti di imposta del 50% per le ristrutturazioni e del 65% per l’ecobonus (i dettagli sono contenuti nell’articolo di destra). In mancanza di riforma, la percentuale detraibile dalle tasse sarebbe tornata quella originaria, sempre presente nel nostro sistema fiscale, ma certamente molto meno vantaggiosa. Il premier Matteo Renzi ha confermato l’estensione del bonus casa anche al presidente di FederlegnoArredo, Roberto Snaidero. «Ho parlato personalmente con lui e con altri ministri – assicura l’imprenditore – e si sono detti favorevoli. Ora aspettiamo la legge finanziaria». Se per i consumatori il bonus è di per sé importante, per le imprese che basano il loro mercato in Italia è fondamentale. «La domanda interna è cresciuta – spiega Snaidero – e con la proroga al 2016 speriamo possa rimanere stabile. Il nostro è un settore di piccole e medie imprese che ha bisogno di essere sostenuto dalle istituzioni, anche perché la crisi della Russia (e l’indebolimento del rublo) ci ha tagliato le gambe: era il quarto paese di esportazione e da marzo-aprile abbiamo perso il 30% del fatturato». Per questo FederlegnoArredo ha chiesto al governo ulteriori agevolazioni. «Il plafond dei mobili attualmente è pari a 10.000 euro per unità abitativa – sottolinea Snaidero – quando le statistiche dimostrano che le ristrutturazioni edilizie movimentano molti più soldi. Auspichiamo che il tetto massimo venga rivisto ed esteso alle giovani coppie». Secondo i dati relativi al bonus mobili il giro d’affari da giugno 2013 ad oggi è stato di 3,5 miliardi di euro, con un’Iva aggiuntiva incassata dallo Stato pari a 360 milioni. I contribuenti che hanno usufruito delle detrazioni hanno raggiunto quota 375.000, mentre sono stati stimati 10.000 posti di lavoro salvati dalla scure della crisi (e 40 milioni di euro di cassa integrazione evitata). FederlegnoArredo, da gennaio a giugno 2015, ha inoltre registrato un aumento delle esportazioni – ovviamente non legate al Bonus mobili che si riferisce al solo mercato interno – del 5,6% (a 6,84 miliardi di euro), nonostante la pesante crisi che ha investito l’ex Unione sovietica, che a detta degli esperti è però solo temporanea.

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Più in generale – secondo un’elaborazione del Centro di ricerche economiche, sociologiche e di mercato sui dati dell’Agenzia delle Entrate – nel secondo trimestre del 2015 gli investimenti realizzati sulla base dei crediti di imposta ammontano a 4.639 milioni, con un incremento del 10,7% rispetto ai primi tre mesi dell'anno (4.188 milioni) e un ritorno ai livelli del 2014. Anche la sezione toscana dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) reputa fondamentale la proroga del provvedimento. «Proprio adesso iniziamo a vedere qualche segnale di ripresa – afferma il presidente Riccardo Spagnoli – e al nostro settore le agevolazioni non possono che dare solidità e concretezza. Certamente, da soli, i bonus non bastano». Ance, attraverso Confindustria, ha chiesto al governo di adottare ulteriori misure di sostegno al mondo imprenditoriale. «L’abolizione della Tasi è un primo passo per alleggerire le spese del ceto medio – continua Spagnoli – a cui devono essere seguite agevolazioni fiscali sui trasferimenti degli immobili che offrono qualità energetiche elevate e su quelli che un’impresa edile, per conseguirne la vendita, decide di ristrutturare». Il governo, nell’ambito della legge di stabilità, vaglierà ogni ipotesi tenendo presente le richieste delle categorie. Ad oggi la (quasi) certezza è rappresentata dalla proroga dell’intero Bonus casa, che potrebbe anche essere allargato e calibrato meglio sul risparmio energetico effettivo garantito dagli interventi agevolati.

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di Redazione web