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"Con Ctt meno qualità e poca sicurezza"
L'accusa dei dipendenti del trasporto pubblico in commissione: "Corse in diminuzione, quartieri mal collegati e aggressioni al personale in aumento". A Palazzo civico ascoltati anche i lavoratori dell'Elia Ambrosetti
LIVORNO. Nella mattina di lunedì 5 ottobre la terza commissione a Palazzo civico è stata dedicata all’ascolto dei lavoratori Ctt. «Il servizio pubblico - comincia Stefano Orsi - con l’aggregazione di aziende municipalizzate a quelle private, registra standard di qualità inferiori rispetto al passato: meno corse, quartieri mal collegati, assenza delle corse notturne, carenze dei mezzi disponibili». E poi ancora riferisce di problemi come la percorrenza di autobus insufficiente a coprire la durata delle corse, l’aumento delle aggressioni da parte di “cittadini esasperati” nei confronti del personale, l’assenza del garante della sicurezza dei lavoratori. «Le lamentele - aggiunge Orsi - dei vertici aziendali riguardo alle minacce denigrano il lavoro dei dipendenti».
«Siamo subentrati in Ctt - ricorda Massimo Biegi, Ugl - per fare economia sugli sprechi, ma i dirigenti sono aumentati e a Livorno hanno tagliato figure professionali ricollocate in altre città». «Ci sono lavoratori di serie A - spiega Elisabetta Brondi, dipendente Ctt - cui spetta un’indennità giornaliera di 13 euro, e lavoratori di serie B per i quali è di 7 euro. In caso di più di 18 giorni di malattia, l’indennità scende a 1 euro, cosa che ci costringe a lavorare in qualsiasi condizione». «Mi sono preso una contestazione - rivela un altro dipendente, Massimo Franceschi - per aver indicato all’azienda problemi di sicurezza».
I consiglieri comunali si sono trovati tutti d’accordo nel seguire l’ipotesi di Alessio Batini (M5s) nel richiedere un’audizione dei vertici Ctt e di quelli Atl e, su richiesta di Marco Cannito (Città Diversa) anche del sindaco e della Provincia.
Nella seconda parte della commissione sono stati ascoltati invece i lavoratori della Fratelli Elia-Ambrosetti dove, come spiegato da Giuseppe Gucciardo (Filt Cgil) sono 60 le persone che rischiano il posto di lavoro (tra amministrativi, 13, e personale di movimentazione, su un totale di 117 dipendenti a Livorno).
Anche in questo caso i consiglieri si sono mostrati tutti dello stesso avviso e hanno proposto l’istituzione di un tavolo che coinvolga vertici aziendali, sindacati, istituzioni e Autorità Portuale.
«Sulla questione - spiega l’assessore al lavoro, Francesca Martini - sarà massimo l’impegno del Comune, anche per portare la vicenda all’interno del comitato portuale. Invierò subito una mail al presidente Enrico Rossi - conclude - affinché prenda visione del quadro e si attivi a risolvere una situazione che è ancora risolvibile».
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