Il Tirreno

Livorno

Anche Cilp e Ltm in corsa per le crociere

di Giulio Corsi

La Compagnia si allea col terminal di Venezia, ma i big sono Royal Caribbean con un colosso turco e Carnival col brand Palacrociere

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LIVORNO. Ci sono anche due soggetti livornesi tra i gruppi che hanno deciso di scendere in campo per contendersi la maggioranza delle azioni di Porto 2000 e dunque diventare terminalisti dello scalo passeggeri.

Si tratta di Cilp e Ltm, che hanno presentato la manifestazione d’interesse in associazione d’impresa con colossi internazionali.

Secondo quanto risulta al Tirreno i portuali si sarebbero presentati come partner locale di un’alleanza incentrata sul Venezia Terminal Passeggeri e i genovesi di Schenone, mentre la società di Renzo Conti sarebbe scesa in campo insieme a Moby Lines.

I condizionali sono d’obbligo, visto che dai quartier generali dei due terminalisti vige il massimo riserbo sull’operazione, nonostante la scadenza per la presentazione delle manifestazioni d’interesse sia ormai scaduto da dieci giorni.

Conti glissa. Ancora ieri Renzo Conti preferiva evitare qualunque commento, limitandosi a sottolineare che «i nostri numeri in fatto di passeggeri sono irrisori rispetto a quel che chiedeva il bando, siamo terminalisti merci». Ma, se di fatto non confermava la partecipazione alla gara, neanche la smentiva.

Come dicevamo, Ltm rappresenterebbe il socio livornese di Moby Lines (che peraltro proprio in Ltm ha una piccola partecipazione attraverso Agemar, principale azionista del terminalista ro-ro) in un gruppo comunque più ampio.

Ora Venezia punta all’alto Tirreno. Tre i soggetti che invece fanno capo all’Ati in cui figura la Cilp. Il principale è Vtp, Venezia Terminal Passeggeri, 3.9 milioni di capitale sociale, la cui maggioranza (53%) è in mano ad Apvs, società detenuta dall’Autorità Portuale di Venezia e da Veneto Sviluppo, finanzaria della Regione Veneto, oltreché da Save (18%), società quotata che gestisce l’aeroporto di Venezia, e Finpax.

Vtp ha partecipazione nel Ravenna Terminal Passeggeri e nel Catania Cruise Terminal, le due società che gestiscono in concessione il traffico passeggeri dei due scali.

Insieme a Vtp l’Ati comprenderebbe anche Schenone, uno dei quattro assi portanti della genovese Gip (degli imprenditori Negri, Cerruti, Schenone e Magillo), ma soprattutto proprietario di Medov, agenzia marittima leader non solo nel trasporto auto, ma in primis proprio nelle crociere.

La super alleanza Royal Aloschi. Il terzo player di riferimento - ma di fatto il primo in termini di grandezza -, a quanto si è appreso, sarebbe Royal Caribbean.

La società statunitense con base a Miami, in Florida, si sarebbe presentata attraverso la sua società spagnola Creuers del Port de Barcelona S.A., il più grande operatore di porto crocieristico in Europa, col record di 2 milioni e 408mila passeggeri nel 2012.

Ma la partita sarebbe ancora più grande. A Barcellona Royal Caribbean è proprietario del 62% del Creuers in joint venture con i colossi turchi del Global Investment Holdings, che con Royal detengono la maggioranza anche del Lisbona Cruise Terminal.

Probabile che la partnership tra turchi e americani sia stata riproposta anche nella busta chiusa arrivata a palazzo Rosciano dieci giorni fa.

Ci sarebbe anche un partner di casa in questa super Ati e sarebbero i napoletani di Aloschi Bros, tour operator che rappresenta uno dei principali riferimenti delle compagnie di navigazione che solcano i porti italiani, compreso Livorno.

C’è anche Costa? Sul quarto operatore pendeva ancora ieri un grosso punto interrogativo. A quanto pare sarebbe Costa Crociere, dunque il gruppo Carnival, attraverso la società che gestisce il porto passeggeri di Savona, in particolare il PalaCrociere e il secondo terminal realizzato costruito sullo scalo ligure con un investimento da oltre 8 milioni, il Costa Terminal Est.

A primavera il vincitore. In attesa che Port Authority ufficializzi i nomi dei players interessati ad acquisire il 66 per cento delle quote di Porto 2000, il prossimo step del bando è rappresentato dalla data del 20 ottobre, entro la quale da palazzo Rosciano saranno inviate le lettere d’invito a presentare un’offerta.

Oltre a sborsare circa nove milioni di euro per diventare azionisti di maggioranza della società, i concorrenti dovranno presentare un piano di investimenti che si aggira almeno tra i 20 e i 25 milioni per realizzare il terminal crociere.

Per questo i soggetti avranno quattro mesi di tempo a disposizione per presentare i loro piani industriali, dopo di che inizieranno le valutazioni della commissione di Port Authority. L’obiettivo di scali Rosciano sarebbe quello di chiudere la partita entro marzo 2016, ma considerando i ritardi fisiologici, sarebbe un gran risultato se il nuovo gestore che acquisterà le quote di Autorità Portuale e Camera di Commercio sarà nominato entro l’inizio dell’estate, quando la stagione delle love boat e dei traghetti entrerà nel clou.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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