Meteo
La tracina - Acqua salata su Marte... Sì, ma l'ombrelloni?
Il settimanale di satira pungente: vignette, pezzi in vernacolo e umorismo
Gioàva a carcio cor Noga, diventa Presidente Uefa
Dopo ir caso dell’amico del Sindao, Leone, che ora è
Direttore der Goldoni, iniziano a fioccà i miraòli de’ curricula E sicché esse’ amici d’infanzia der Sindao fa curriculummé (era già capitato con l'assessore Aurigi, ma ora dice ci risiamo). E allora tutti quelli che l’hanno conosciuto da piccino, in queste ore stanno ripensando alla propria giovinezza per usalla a’ fini della ‘arriera lavorativa (anche ben remunerata). Ecco arcune delle richieste scelte a caso fra quelle che ci sono arrivate ‘n Redazione: “Una volta quand’aveva sett’anni e mezzo venne a cena a casa mia… Posso fa’ ‘r cuoco di Obama?”; “Conobbi ir Nogarin su’ Batti-Batti. Posso fa’ l’Assessore ar Traffico?”; “Ogni giorno ‘n classe l’aiutavo con la matematica. Mi può mica nominà revisore de’ ‘onti?”. “Si gioava a pallone ‘nsieme. Posso fa’ ‘r Presidente della Fifa o della Uefa?”. E’ un fiume ‘n piena, di gente che l’ha visto cresce’, ‘ncoraggiato, seguito: ir prete che n’ha fatto fa’ la ‘omunione vòle diventà Papa, la professoressa d’italiano delle medie vuole fare ir Ministro. E giù, tutti co’ mestieri più disparati: “Lo accompagnavo con la barca a pescà a largo di Rosignano, posso diventà scafista?”, “Ero ir bullo della scuola e sovente lo taglieggiavo. Posso fa’ l’esattore ‘omunale?”. E ora arriva vesto Leone e inizia a fa' la “parte da leone” ner teatro cittadino. Vedi. Anche ir cognome fa curriculumme co’ 5Stelle, chissà a me cosa mi fanno fa’. Gino Ir Re della Foresta
Peccato esistano ancora le facortà umanistiche
di Paola Pasqui
Oggi bisogna che vi ragioni di una catastrofe abbattutasi sulla mi famiglia; è qualche giorno che ricevo pacche sulla spalla ed esortazioni a fammi coraggio, a andà avanti. È successo infatti che la mi nipote s’è iscritta all’università. Vi premetto che la bimba (la bimba sfiora ir metro e ottanta ma io sono la zia e sono livornese e quindi lei rimarrà ‘la bimba’ per sempre) insieme ad altri studenti è balzata all’onori delle cronache perché ha preso cento e l’hanno premiati tutti insieme. Fino a lì si potrebbe anche sopportà, ma lei ha fatto di peggio. Invece di iscrivessi a una bella faoltà dove t’insegnano a frodà ir fisco che poi trovi lavoro di siuro, la scriteriata ha optato per Beni Culturali. Questo a quanto pare è terribile, perché son tutti dispiaciutissimi che una bimba tanto brava a scuola abbia scelto una faoltà umanistica, spinta dall’amore per l’arte e la conoscenza. Son tutti a dimmi ‘Peccato’. Ora, se si fosse in un Paese normale, forse tutti avremmo dovuto scegliere una facoltà di questo tipo, per trovare di siuro lavoro, dal momento che la nostra più grande peculiarità sembrerebbe, ironia della sorte, essere la mole poderosa di beni culturali. Quindi non si tratterebbe solo di una scelta apprezzabile a livello umano, ma anche di una scelta oculata da un punto di vista economico. Ma ormai per noi son normali solo l’urli di Salvini e le tirate di Razzi, per cui che dire? Peccato. Peccato davvero.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12210328:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12210328:1652052943/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Acqua salata su Marte… Si, ma l’ombrelloni?
di Claudio Marmugi
La Nasa è stata parecchia perentoria cor su’ annuncio: “Boia, c’è acqua su Marte. E non ci ‘rederete, è anco salata”. Così, con queste parole lapidarie hanno comunicato la notizia ar mondo (però vorrei sapé chi c’ha messo ir dito per sentilla, che sia salata perdavvero. M’immagino ci sia uno scienziato che monta ‘n cima sull’Everest e urla: “Marteee, l’hai salata l’acqua?” e da su: “Diamine. Ora butto la pastaaa”). Comunque, scienza o non scienza, è bastato vesto ‘ndizio marziano per rianimà il livornese dar torpore autunnale: “Ecco dove si va ar mare l’anno prossimo”. Artro che “Ir Sale”, artro che ‘r “Moletto” o ‘r “Sonnino”. L’anno prossimo “Tutti su Marte” (clap your hands). Immediatamente una spedizione di facinorosi ‘ncalliti è partita alla volta der multisala per comprà i biglietti di “Sopravvissuto”, l’urtimo firme di Ridliscotté, che spiega come vive’ du’ anni su’ Marte senza rifornimenti e senza l’aiuto di nessuno. Guai a comprà i poppecorne: non era un pomeriggio di piacere quello ar cinema, ma un vero e proprio corso didattico d’aggiornamento: “O Marte o Morte”. Dopo la visione der firme con MèttéDemon sono sorti i primi dubbi: “L’acqua salata c’è, sì, ma l’ombrelloni?” e “Te lo’mmagini quanto ce la fanno pagà una sdraio?” o peggio ancora: “E la navetta? Non pol’esse’ ‘n busse elettrico e nemmeno uno shuttle: dev’esse’ proprio una navatta… Spaziale”. Ed ecco subito la marcia ‘ndietro del livornese davanti all’Infinito: “Boia, forse è l’anno prossimo è meglio andà ar Calambrone: tanto, gira e rigira, l’Universo è tutto uguale”.
No, o questo tempaccio?
di Claudio Marmugi
No, ma si sta scherzando? O questo freddo – anomalo anche per gennaio, a Livorno? Domenica ero ar mare, c’erano 24 gradi e una bella brezzettina, giovedì mi son ritrovato con 11 gradi, pioggia, vento, allagamenti e tutto intorno l’inverno a palla di foo (ma più che artro a “palla di neve”), senza riscardamenti accesi ‘n casa perché è presto, sicché: fòri 11 gradi, in casa 9 (nove) – per scaldarmi sono uscito ‘n veranda e ho aperto le finestre. Ma siamo ‘mpazziti? Subito, i negozi, per farti entrà ner clima “lugubre novembrino anticipato” hanno tirato fuori le zucche di Halloween,i fantasmi e gli scheletri dall’armadi. Ora ho capito che Halloween celebra la morte dell’estate. A proposito di morte. Ci avete fatto caso che l’uniche che n’importa assai der freddo sono le zanzare tigri? SI devano esse’ evolute, geneticamente modificate da sole. Devano esse’ diventate le “zanzare tigri della steppa”: abituate a’ climi dell’est e a sopravvive’ ner disagio. Maremma ‘ane. Ir disagio ci viene ma a noi: bagnati, infreddoliti, umidi, diacciati, cor nervoso per l’inverno e a tutto vesto ci si deve sommà l’esse’ pieni di pinzi, perché… sfioriscano le stagioni, appassisce ir cardo, si stingano l’abbronzature… Ma le zanzare a rompe’, restano.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12210332:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12210332:1652052943/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Viva le pistole ad acqua
di Consalvo Noberini
Quando a Livorno viene varcuno di fòri, ho sempre paura di fa' quarche bucchietta: capirai 'gnoranti 'me siamo, sempre 'olla battuta pronta e colla voglia d'attacca' 'r ciottolo a quarcuno. E così all'apertura della manifestazione, radi'al scicche, "ir senzo der redi'olo", a sape' che a Livorno sarebbero arrivati accademici, giornalisti, attori, studiosi der 21 orizzontale e tante gente edu'ate di fòri, m'ha messo in tenzione perché avevo paura che questi artolo'ati, così bellini, incontaminati dar Sole Labroni'o, venuti da noi a studia' ir perché si ride anche se ci sfilano dalle tasse, se c'è morto 'r cane, se ci licenziano ecc. potessero scopri' come siamo veramente a Livorno. Poi, quando l'ho visti sorti' da quer tendone tipo sagra der fegatello a Pappiana, mi son detto "e se ora vanno verzo la 'hiesa di San Ferdinando e vedano tutta vella spazzatura, velle bocce rotte e quelle 'ataste di bicirette e fascioni dietro Via Sant'Anna, e in Via Grande vedano la fiera dell'accattoni genuflessi e la bu'a recintata sotto 'portici? E se passando sur ponte di Santa Trinità vedano la ringhiera spappolata? Ci 'onzidereranno redi'oli. Allora ho penzato a quanto son redi'oli loro che le pistole a "piscio" le 'hiamano, a acqua.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
