Il presidio
«Su Leone il M5s risponde come fece il Pd su Bertini»
Livorno, Bruciati (Buongiorno) replica all’attacco grillino: «Sapete bene chi è il neodirettore. Nogarin ha diritto di scegliere un amico, ma basta col teatrino della partecipazione»
LIVORNO. «Caro Gruppo consiliare 5 Stelle, spero veramente che la vostra risposta sulla Fondazione Goldoni vi sia stata dettata dal sindaco». Marco Bruciati, consigliere comunale di Buongiorno Livorno, risponde con una lettera alle accuse che il gruppo grillino gli ha rivolto (in sintesi: “a guidare il Goldoni volevi metterci uno del tuo schieramento”), dopo il durissimo intervento fatto in aula da Bruciati sull’amicizia tra il sindaco Nogarin e Marco Leone, nominato direttore della Fondazione dal primo cittadino.
«Sapete meglio di me chi è Marco Leone, sapete bene che quello che ho dichiarato non è legato all'inserimento di qualcuno di conosciuto del "nostro" ambito - continua Bruciati -. In tal senso magari potreste fare anche i nomi di questi "simpatizzanti", giusto per chiarezza, se ne siete così sicuri, altrimenti, evitate questo tipo di illazioni banali e di basso livello politico».
Bruciati chiarisce di non aver fatto quell’intervento contro la figura di Leone ma contro un metodo. «Sapete bene che la questione non è tanto incentrata sul profilo personale del prescelto, sul quale non mi permetto di esprimere giudizi e al quale auguro un buon lavoro per il bene della città, ma sul processo e sul metodo che hanno portato a questa decisione. Poteva chiamarsi Leone, Seghieri o Torquato ma la sostanza non sarebbe cambiata».
L’attacco è duro. «Non prendiamoci in giro, non c’è stata nessuna concertazione, nessuna condivisione con il resto della città, solo una discussione interna tra le vostre rappresentanze (sindaco, meetup) escludendo per l'ennesima volta il rimanente 80% di cittadini che alle ultime amministrative non vi ha votato», continua Bruciati.
La scelta del sindaco, evidenzia Bruciati, è legittima, ma è il modo in cui è stata presentata la nomina di Leone che non gli va giù. «Il sindaco, come è suo diritto, ha fatto una scelta affidandosi ad un amico di cui evidentemente si fida. Niente di male se tutto ciò non fosse stato mascherato dietro il solito teatrino della falsa partecipazione che ha finito solo e soltanto per prendere in giro chi vi aveva chiesto un cambiamento reale», attacca il consigliere di Buongiorno. Aggiungendo: «Tutto è rimasto com'era. Avrei preferito un po' di onestà intellettuale ma ormai abbiamo capito tutti come anche a questo giro amministrativo sia merce rara (mi domando ad esempio cose ne pensino di questa nomina l'ex direttore Paolo Demi o l'assessore con delega alle fondazioni Fasulo). La cosa che mi rattrista di più, in ogni caso, è vedere che purtroppo anche voi, come gruppo consiliare, state chinando la testa, che vi state accontentando, che in anticipo di quattro anni avete già iniziato a tirare i remi in barca. La risposta che avete pubblicato è tanto inquietante quanto sintomatica di una situazione: le stesse motivazioni espresse in quello che avete scritto mi furono date da alcuni noti esponenti del Pd quando chiesi spiegazioni in merito al lungo periodo Bertiniano. Stessi ragionamenti, stesse giustificazioni, stessa arroganza nell'imporre la propria visione. Se fossi in voi inizierei a pormi delle domande».
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