Il presidio
Pd: «Ora il sindaco deve dimettersi»
Raspanti (Bl): manca la guida politica forte che serve alla città Cannito (Città Diversa): ora un governo di unità d’emergenza
LIVORNO. Il Movimento vota contro il Movimento. E per una volta mette d’accordo tutte le opposizioni, che si scatenano. Chi parla di «una Caporetto», chi di una «pagina rivelatrice» o «dolorosa». Chi, come il Pd, dà per scontate le dimissioni dell’assessore al bilancio e chiede quelle del sindaco.
Ieri, dopo il voto, i capigruppo si sono riuniti. «Quando il M5S vota insieme alle minoranze la bocciatura del bilancio consolidato – interviene Pietro Caruso (Pd) – non può che avere una valenza politica importante: è la dimostrazione che chi governa non sa avere una posizione univoca su questioni di primo piano per la città e che anche questa volta la giunta non è riuscita a gestire la situazione».
«Il dato è evidente: la città – dice Andrea Raspanti (Bl) ha problemi enormi e non ha la guida politica di cui avrebbe bisogno. Da parte del sindaco c’è ormai una latitanza di lungo periodo, quasi non ricordo l’ultimo consiglio comunale in cui è stato presente per più di un’ora. Ok, molti problemi sono stati ereditati, ma la guida forte che servirebbe a questa città non c’è».
Elisa Amato (Fi) ripete che «abbiamo assistito a una brutta pagina politica per i livornesi: è stato dimostrato che maggioranza e giunta non sono in grado di governare. In quattordici mesi cosa hanno fatto? Più si va avanti più la situazione precipita. È venuta a galla una chiara mancanza di unità: Aamps può portarli a sprofondare nel baratro». «Qui – chiosa – non è più solo un problema di bilanci e votazioni: lo si capisce anche dai cittadini che oggi sono venuti a protestare in consiglio perché non ricevono risposte. Viene sbandierata una partecipazione che non esiste...».
Marco Cannito (Città Diversa) premette di rivolgersi alla giunta «e non ai consiglieri, che anche oggi hanno dato un segnale di insoddisfazione profonda». «Sono preoccupato – dice – lo sapevamo tutti in campagna elettorale che chi avesse vinto avrebbe trovato una situazione difficile, ma proprio per questo servono idee chiare, interventi celeri, soluzioni. Hanno voluto governare da soli e non ci stanno riuscendo. Io avevo già lanciato la proposta e lo rifaccio: governo di unità di emergenza».
Non ha partecipato alla discussione e al voto Marco Valiani (Livorno bene comune), che poi via Fb non si è risparmiato: «Per me si apre ufficialmente la crisi, il sindaco e la sua giunta dovrebbero dimettersi seduta stante». Che «il sindaco dovrebbe dimettersi» lo dice anche Alessio Ciampini (Pd). Così come la segreteria del Pd di Livorno guidata da Federico Bellandi: «Il gruppo del M5S vota contro il bilancio consolidato, presentato dal proprio assessore, perché a nove mesi dalla chiusura dell'esercizio la giunta non è stata in grado di presentare un bilancio di Aamps. Questa clamorosa bocciatura dimostra ancora una volta l'incapacità del sindaco, da tempo latitante, di governare la città. Dando per scontate le dimissioni dell'assessore Lemmetti e guardando al benessere della città, auspichiamo che il sindaco faccia altrettanto. Il “senso del ridicolo” continua e quello al sindaco non è mancato».
Ci mette il carico la coordinatrice di Fi, Maristella Bottino, che parla di «un sindaco ostaggio di un gruppo o di un Meetup»: «Forse il M5S – scrive – non si è neppure reso conto di quello che è accaduto: per eventi come questo un sindaco che si rispetti dovrebbe dare le dimissioni per manifesta incapacità. Il problema è che l'inconsistenza politica e la mancanza di senso delle istituzioni del M5S stanno dando il colpo di grazia alla città».
Juna Goti
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