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Il lungomare accessibile a tutti
Happy Wheels e il suo tour senza barriere architettoniche
LIVORNO. Una passeggiata, o meglio una visita guidata, che dall'Acquario si è prolungata lungo la scacchiera della Terrazza Mascagni, verso la chiesa di San Jacopo, fino a giungere a Barriera Margherita. Si tratta della seconda “Passeggiata sul lungomare”, iniziativa dell’associazione, ancora in fase di evoluzione, “Happy Wheels”. Un evento, quello che si è svolto sabato pomeriggio, organizzato dopo il tour “Livorno delle nazioni” di luglio, che aveva toccato alcuni punti storici del centro città, da piazza Garibaldi arrivando alla Sinagoga.
Obiettivo dell'associazione, fondata e costituita da tre ragazzi livornesi, Laila, Valentina e Massimiliano, ai quali, successivamente, si è aggiunta un'altra Valentina, è quello di rendere fruibile i luoghi del territorio livornese alle persone con disabilità, cercando di favorire la loro integrazione nella vita di tutti i giorni. «Il progetto – spiega Valentina – si rivolge ai ragazzi con disabilità, in sedie a rotelle: l'obiettivo è quello di favorire la loro integrazione, cercando di andare incontro a specifiche esigenzedelle persone che vivono con loro. Ci proponiamo di fare interventi di mappatura, andando così a verificare l'accessibilità del territorio per poi ideare percorsi senza barriere architettoniche».
La prima parte del progetto, specifica Valentina, consiste nel raccogliere informazioni sui luoghi del territorio. «Le visite guidate – aggiunge Valentina – sono la conseguenza delle mappature, fatte per rendere fruibile il patrimonio culturale alle persone che si spostano con la sedia a rotelle. Abbiamo in programma altre iniziative simili, in fase di studio». Alla passeggiata, organizzata anche grazie all'impresa sociale Biofficina, ha partecipato un nutrito gruppo di persone, tenuto insieme da una guida turistica.
«A Livorno ci sono molte barriere architettoniche, così come nel resto d'Italia. Uno dei nostri scopi è quello di sensibilizzare la cittadinanza verso questo tema ancora distante», spiega Laila. «Vivo in Corea – racconta Massimiliano – e trovo barriere architettoniche anche attraversando sulle strisce: spesso, ai lati dell'attraversamento, si trovano marciapiedi con scalino. Per non parlare dei negozi, molti inaccessibili». Per uno dei partecipanti, di nome Andrea, «si tratta di iniziative molto interessanti che favoriscono l'accessibilità. Un modo per imparare qualcosa di nuovo sulla nostra città».
Rosanna Harper
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