Il presidio
Passa col rosso al semaforo, multato il presidente dell’Aci
Livorno, Franco Pardini sanzionato per 162 euro: gli sono stati tolti sei punti sulla patente, ora rischia una denuncia per non aver fornito subito le proprie generalità ai vigili
LIVORNO. Il colmo per il presidente dell’Automobile Club di Livorno? Passare in scooter con il rosso al semaforo, vedersi inseguito da un’auto dei vigili urbani ed essere multato di 162 euro e sei punti di penalizzazione sulla patente mentre spiega ai due agenti di essere un personaggio pubblico e di non avere bisogno di dare le proprie generalità in mezzo al traffico. Peccato che questa non sia una barzelletta e che, soprattutto, non ci sia niente da ridere in quello che è successo intorno alle 19,25 di martedì scorso, 22 settembre, tra via Pio Alberto Del Corona e il viale Carducci.
A finire nei guai Franco Pardini, commercialista e revisore dei conti per il Comune di Livorno, ma soprattutto presidente dell’Aci, l’associazione degli automobilisti che ha come slogan “Muoversi in libertà”, rispettando però le regole del codice della strada bisognerebbe aggiungere.
Bene. Secondo la ricostruzione della polizia municipale (parzialmente contestata dal diretto interessato soprattutto nella parte che riguarda il non aver fornito subito le proprie generalità), lo scooter condotto da Pardini ha superato una macchina dei vigili urbani ferma all’incrocio del Cisternone.
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Molto probabilmente il professionista non si è accorto di quella presenza perché il veicolo era coperto da un’altra macchina. E soprattutto avrebbe ignorato il semaforo rosso poco più avanti. Una manovra - confermano dal comando - che purtroppo eseguono molti scooteristi, soprattutto quelli diretti verso la stazione. Così ha fatto il presidente dell’Aci che ha proseguito la propria corsa lungo il viale Carducci.
Quando è scattato il verde, la macchina della municipale ha seguito lo scooter del commercialista fermandolo all’altezza dell’ingresso del Parterre, quello che sulle cartine si trova sotto il nome di parco Pertini. Come prevede il codice della strada, i due agenti hanno contestato allo scooterista l’infrazione, chiedendogli anche le generalità come prevede la legge. Qui le due versioni, come detto, sono discordanti e solo il verbale arrivato al Comando della Municipale potrà chiarire la vicenda fino in fondo.
Secondo fonti interne al corpo dei vigili, Pardini si sarebbe inizialmente lamentato della contestazione, sostenendo di essere passato con il verde, per poi indispettirsi alla richiesta delle generalità, rispondendo che in qualità di personaggio pubblico non le avrebbe fornite, tanto più in mezzo alla strada.
Una versione che si ricollega nuovamente a quella fornita da tutti i protagonisti della vicenda solo nel fotogramma successivo quando i due agenti e il presidente dell’Aci si sono spostati nel controviale Carducci dove Franco Pardini ha dato il proprio nome e cognome ai vigili urbani. Il professionista - come spiega nel box a fianco - ha già pagato i 162 euro di sanzione, ma ora rischia una denuncia. In questi e nei prossimi giorni, infatti, i vertici della Municipale dovranno analizzare il verbale allegato alla multa. Toccherà agli agenti della polizia giudiziaria decidere se nella ricostruzione fornita e firmata dai due agenti in servizio, ci siano gli estremi per una denuncia penale nei confronti del presidente dell’Aci.
In tal caso la contestazione potrebbe riguardare il rifiuto di dare le proprie generalità: «si punisce - recita il codice - chiunque richiesto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali».
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