Il presidio
La Lega: «Il blitz all’Arci per i soldi dei profughi»
Il commissario Scipioni: «Un atto causato dal troppo buonismo delle istituzioni» Ma per il fronte di sinistra «il gesto ricorda un passato che non deve più esistere»
LIVORNO. Proseguono le indagini dei carabinieri sull’irruzione notturna nella sede dell’Arci di via Terreni. Nella notte tra domenica e lunedì, alcune persone si sono introdotte nei locali forzando la porta di ingresso e mettendo poi a soqquadro le stanze dove quotidianamente i volontari dell’associazione tengono i corsi di italiano per i profughi e conservano i vestiti da donare ai richiedenti asilo.
Dato che gli autori del blitz non hanno rubato niente, ma si sono preoccupati piuttosto di gettare a terra sedie, spazzatura e vestiti, tanti addetti ai lavori dell’Arci (e non solo) hanno ipotizzato che si sia trattato di un atto vandalico, o peggio ancora di un gesto intimidatorio nei confronti di chi si spende con attività e servizi nei confronti dei giovani profughi ospitati nel territorio livornese.
Sulla questione ieri pomeriggio è intervenuta anche la Lega Nord, con una nota nella quale c’è spazio sì per la solidarietà nei confronti dell’Arci, ma anche per una piccola polemica.
«Ci corre l’obbligo di segnalare - scrive il commissario provinciale del Carroccio, Alessandro Scipioni - che il problema della sicurezza richiede il massimo impegno da parte degli organi preposti. E che questo scellerato buonismo governativo mette costantemente a rischio la sicurezza dei cittadini e l’integrità delle proprietà».
Poi Scipioni aggiunge: «Per il grave fatto sono state avanzate le due ipotesi di vandalismo e di intimidazione, alle quali vorremmo aggiungerne una terza: tentato furto. Infatti - prosegue il leghista - temiamo che i potenziali ladri potrebbero aver agito pensando di trovarvi parte dei fondi che l’Arci sta ottenendo per le attività di sostegno agli immigrati».
Di diverso avviso le sigle di “Alba - Futuro a Sinistra - Sinistra Ecologia Libertà - Sì-Toscana a Sinistra”, che parlano di «gravità di un episodio che ricorda atti violenti di un passato che non deve avere più ragione di esistere nella nostra democrazia».
Nel frattempo, il presidente dell’Arci, Marco Solimano, ha fatto sapere che le attività in favore dei profughi non si sono mai fermate nonostante l’irruzione della notte scorsa: i primi a rimettere in ordine i locali, insieme al loro insegnante, sono stati proprio i giovani richiedenti asilo, che già da lunedì mattina hanno potuto continuare nel loro apprendimento della lingua italiana.
Nella giornata di ieri all’Arci è arrivato anche il messaggio di solidarietà di Stella Sorgente per un gesto «delinquenziale e vandalico», che però «non deve indurci a pensare che abitiamo una città intollerante, dove la paura della diversità può sfociare in azioni vili come questa: ben altre sono le nostre tradizioni e la nostra cultura».
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