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Vandali nella sede Arci «Un gesto intimidatorio»
Durante la notte danneggiati i locali in via Terreni, ma non è stato rubato niente Solimano: «Qui teniamo i corsi per i profughi, queste azioni non ci fermeranno»
LIVORNO. Hanno forzato la porta di ingresso della struttura in piena notte. Poi si sono introdotti nelle stanze dove ogni giorno vengono impartite lezioni di italiano ai giovani profughi ospitati in città e dove vengono conservati i vestiti da donare agli immigrati.
Una volta dentro, i vandali hanno messo sottosopra i locali, buttando all’aria indumenti, gettando a terra i pochi elementi di arredo presenti e persino rovesciando la spazzatura. Il fatto che gli autori del blitz se ne siano andati a mani vuote dalla sede dell’Arci di via Terreni è un aspetto ancor più preoccupante. Perché gli addetti dell’associazione, con in testa il presidente Marco Solimano, non escludono l’ipotesi che il gesto andato in scena nella notte tra domenica e lunedì non sia stato un tentativo di furto o un “semplice” atto di vandalismo, quanto piuttosto un messaggio preciso e intimidatorio nei confronti di chi ogni giorno si batte per l’integrazione, organizzando corsi di scuola e altre attività in favore degli immigrati.
A dare notizia della “brutta sorpresa” scoperta ieri mattina dagli insegnanti di italiano che si erano recati in via Terreni per le consuete lezioni ai giovani richiedenti asilo, è stato lo stesso Solimano con un messaggio sul suo profilo Facebook: «La porta di ingresso dei nostri locali in via Terreni - scrive il presidente dell’Arci livornese sul social network - è stata forzata, mentre le stanze sono state messe a soqquadro, con spazzatura e vestiti sparsi ovunque». Solimano spiega di non comprendere «l’obiettivo di questa lesione a una sede Arci», e fa notare come peraltro sia stata danneggiata anche la porta che introduce ai locali della sede dell’Unicef.
La particolarità, come rimarca il presidente dell’associazione (che ha sporto denuncia ai carabinieri), è che dalla sede non è stato rubato niente. Va detto che il gesto non è stato rivendicato e che, considerato il fatto che i danneggiamenti sono contenuti, potrebbe essersi trattato “soltanto” (si fa per dire) di un episodio di vandalismo senza secondi fini.
Ma non può essere neanche esclusa l’eventualità di un atto intimidatorio: «In quei locali - si rammarica Solimano - si svolgono i corsi di scuola di italiano per profughi. Il centro - aggiunge - funziona anche come punto di raccolta per gli indumenti, sempre a favore dei profughi. Se qualcuno ha pensato stupidamente di mettere in atto un gesto intimidatorio e punitivo - è la replica del presidente Arci - per le attività e i servizi che organizziamo per i richiedenti asilo, ha sbagliato di grosso. Non saranno certo una porta scassinata e seggiole rovesciate - conclude - a farci tornare indietro».
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